Attualmente l’industria dell’energia si sta trasformando completamente, e nuovi modi di produrre energia si vanno affermando. Nello specifico emerge la figura del prosumer: alla figura del proprietario di un impianto generatore coincide quella del consumatore di elettricità, consumando energia in loco (autoconsumo) e vendendo l’elettricità in eccesso a terzi. Diventa così possibile non solo incrementare l’efficienza energetica della propria utenza e l’ottimizzazione dei consumi, ma si rende anche disponibile, in maniera efficiente, l’energia prodotta ad altri utilizzatori.

L’autoconsumo guida così la responsabilizzazione dei soggetti e sostiene la competitività delle aziende per mezzo della penetrazione del vettore elettrico in tutti i settori. Pertanto, non stupisce l’impegno a livello europeo nell’incentivazione a realizzare smart grids, per mezzo di normative puntuali e piani di investimento.

A livello internazionale è possibile rintracciare diversi istituti responsabili nella materia, tra cui l’International Electrotechnical Commission e il Comité Européen de Normalisation ed Electronique et Électrotechnique; alle quali si aggiunge la Smart Grid Coordination Group [1].

A livello europeo, la prima definizione della materia è rintracciabile nella già citata Direttiva 2009/72/CEE. Ancora, l’Unione si è impegnata nella promozione di una visione condivisa a riguardo. Tale impegno è rintracciabile nel Mandato M/490, con il quale si è definito con puntualità quali debbano essere i punti oggetto di regolamentazione. Le normative europee hanno così contribuito a definire non solo i relativi ambiti legislativi, ma anche quelli tecnici, realizzando veri e propri standard comuni. Esempio rilevante è l’inquadramento dei meccanismi di sicurezza al fine di preservare l’integrità della rete in presenza di tentativi di accesso non autorizzati e/o dannosi.

Seppur nella materia restano poco definiti ancora alcuni ambiti, tra cui gli smart meters, l’interesse europeo verso l’evoluzione delle reti elettriche è indice della consapevolezza del potenziale in esse. Infatti, si prevede che le reti elettriche intelligenti permetteranno di ridurre i consumi energetici domestici del 10% e di agevolare la diffusione delle energie rinnovabili, per mezzo della micro-generazione decentralizzata da pannelli solari (fotovoltaico) e turbine eoliche. Rilevante è BRIDGE, iniziativa promossa dalla Commissione Europea al fine di integrare progetti di reti intelligenti e stoccaggio dell’energia, garantendo lo sviluppo rapido delle reti. Infatti la diffusione di reti intelligenti è una delle tre aree tematiche prioritarie nell’ambito delle reti trans-europee di energia (TEN-E), che mirano a favorire l’integrazione delle energie rinnovabili.

transizione

Secondo lo “Smart grid project Outlook 2017”, dal 2002 fino alla data di redazione del report, l’Europa contava ben 950 iniziative programmate. La Commissione Europea ha infatti sostenuto lo sviluppo delle reti attraverso progetti di ricerca e innovazione. A questo riguardo si evidenzia che, anche se i progetti di ricerca sono tra i più numerosi (57%), essi godono di una quota minore di investimento totale rispetto a progetti di natura dimostrativa (32%). L’elevato sforzo in termini di R&S è da ricollegare alla necessaria ricerca di soluzioni che rendano le attuali tecniche efficienti. Il dislivello in termini di investimenti è invece dovuto agli ingenti costi dei progetti dimostrativi. Per quanto concerne lo sviluppo dei singoli progetti, la gran parte delle iniziative europee programmate (circa il 66%) vengono realizzate a livello nazionale. A riguardo è interessante notare come la Germania abbia conquistato il podio con ben 330 programmi e l’Italia si affermi sesta con solo 148 iniziative.

Nonostante a livello globale si sia registrata una crescita negli investimenti in smart grids di circa il 18%, a livello europeo è rintracciabile una recente controtendenza, parzialmente ascrivibile alla prudenza degli investitori nel finanziare progetti di sviluppo, dalle soluzioni più avanzate, ma incerte. In risposta a ciò, sono stati varati una serie di progetti in modo tale da diffondere la conoscenza circa le reti intelligenti, tra i quali SMAGRINET. Il progetto si pone l’obiettivo di guidare la transizione attraverso la responsabilizzazione, col fine di promuovere l’implementazione di reti intelligenti migliorando le competenze degli attuali lavoratori nel settore energetico e informando i cittadini circa il futuro della transizione energetica (EERA).

Per concludere, al fine di incentivare la realizzazione di reti intelligenti in Italia, la Commissione Europea ha approvato nel 2015 il Programma Operativo Nazionale “Imprese e Competitività” 2014-2020 FESR (PON IC). Un Programma volto a sostenere e incentivare per mezzo di Bandi l’efficienza energetica e la diffusione di rinnovabili, attraverso la realizzazione di infrastrutture, quali reti intelligenti, nelle Regioni italiane in ritardo di sviluppo (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e alle Regioni in transizione (Abruzzo, Molise, Sardegna).

 

NOTE

[1] Istituita in seguito al Mandato M/490 della Commissione Europea, da CEN, CENELEC ed ETSI.