Avete presente la classica band che suona jam in un garage per puro divertimento? Ecco cosa sono stati gli Animatronic lo scorso 22 novembre al Circolo Ohibò di Milano. La location non era enorme ma questo non ha sicuramente impedito di godersi il concerto.
Qualcuno di voi si starà chiedendo chi siano gli Animatronic, mentre i lettori più affezionati si ricorderanno che di questo progetto vi abbiamo già parlato qui.

Un piccolo riepilogo

Per i più pigri che non vogliono leggere l’articolo, quella degli Animatronic è una collaborazione nata quasi per caso. Il trio è formato da Luca Ferrari, il batterista dei Verdena, Luca Worm Terzi alla chitarra e Nico Atzori al basso. Nel 2018, durante diverse jam, hanno scritto quello che oggi è REC, il loro album d’esordio per l’etichetta indipendente La tempesta dischi. Con la collaborazione di Alberto Ferrari, fratello di Luca e cantante dei Verdena, il disco è stato registrato su nastro e in presa diretta.

Un tour nei club

La scelta di fare un tour nei club è una mossa intelligente perché non solo incuriosisce lo spettatore ma anche perché, si sa, nella botte piccola c’è il vino buono; così il tour di REC diventa quasi una serata esclusiva per pochi. Cosa c’è di meglio del gustarsi una birra tranquillamente, senza essere spinti da una parte all’altra del locale e in più ascoltando buona musica? Il Circolo Ohibò, da questo punto di vista, è sicuramente il posto adatto per questi tipi di live: familiare e socievole.

La scaletta

Quella degli Animatronic non è stata una semplice scaletta. I brani sono stati eseguiti in versione jam e quindi il risultato non poteva essere qualcosa di scontato o prevedibile. I pezzi eseguiti ovviamente erano tratti da REC, ma la band ha deciso di non seguirne l’ordine della tracklist. Flipper è stato forse il brano che ha riscosso più successo tra il pubblico, probabilmente perché si tratta del singolo di lancio del progetto.
Ipnotica l’esecuzione di Luca Ferrari il quale, come sempre, riesce a entusiasmare chi lo guarda, creando una sorta di ipnosi nello spettatore. Più di vecchio stampo Luca Worm Terzi e Nico Atzori i quali, nonostante siano stati più statici rispetto a Ferrari, sono stati all’altezza della situazione.

Il pubblico

“Ma tu li conosci?” questa era una delle frasi che più si sentivano venerdì sera all’Ohibò, oppure: “Io li conosco, spaccano”. Che si conoscessero o meno una cosa è certa, gli Animatronic hanno incuriosito tutte le persone presenti.
Non bisogna tralasciare che parecchi conoscessero il gruppo anche e soprattutto per Luca Ferrari. Un po’ di Verdena infatti c’era, si sentiva quel qualcosa vecchio stampo e nell’aria c’era qualcosa che ricordava gli anni Novanta, quando i gruppi si scoprivano frequentando i piccoli club.

Le nostre impressioni

Come avrete capito, anche noi de Lo Sbuffo eravamo lì in prima fila, con grandi aspettative. Possiamo dirvi che queste sono state rispettate. Ad accompagnare la musica c’erano anche alcune immagini, ma niente di esagerato; a volte il focus deve essere messo sull’esecuzione. Il nostro giudizio è sicuramente positivo. Certo, la musica degli Animatronic non può piacere a tutti ma ha sicuramente convinto i presenti. Forse lo scopo era proprio questo, una jam per pochi ma buoni.

“Se non ce ne fai un’altra noi non ce ne andiamo” è la frase di rito a fine concerto. Come per molti live, il famoso “bis” non è mai casuale, ma già progettato. Che sia stato progettato o meno, il finale del concerto all’Ohibò è stata una vera esplosione. Un continuo crescendo.

Avete presente la sensazione di quando si è sulle montagne russe? Quella di quando siete in salita, poi c’è lo stop, si scende, e dentro di voi sentite una carica di adrenalina? Bene, questi sono stati gli Animatronic.
Il loro tour non è finito e, se vi abbiamo incuriosito almeno un po’, andate a scoprire le prossime date; ne varrà la pena.

 

FONTI

Materiale gentilmente fornito da Fleisch Agency

CREDITS

Copertina gentilmente fornita da Fleisch Agency

Immagini di Lucrezia Costantino