Avete presente il detto “siamo sulla stessa lunghezza d’onda”? D’ora in avanti non sarà solo un modo di dire ma una verità scientifica. Un gruppo di ricercatori della New York University e dell’Università di Utrecht ha infatti pubblicato sulla rivista Current Biology uno studio molto interessante sull’interazione tra esseri umani. David Poeppel e colleghi sono infatti riusciti a dimostrare che le onde cerebrali di persone impegnate a svolgere un compito comune mostrano dei pattern molto simili.

L’esperimento alla base di questo studio è stato effettuato su 12 studenti di una classe di un liceo di New York che per 11 sessioni hanno messo a disposizione i loro cervelli per registrare simultaneamente i tracciati dei loro elettroencefalogrammi. Ciò che è emerso è che gli studenti che erano impegnati in un compito comune avevano un’attività cerebrale più o meno sincronizzata a seconda del compito che stavano portando a termine. Ovviamente le condizioni affinché i cervelli lavorino  in modo affine possono subire delle variazioni che riguardano le proprietà dello stimolo o le differenze individuali come l’attenzione del singolo studente e le preferenze sullo stile di insegnamento.

Secondo gli autori dello studio, dal punto di vista filogenetico questo meccanismo ha lo scopo di sincronizzare i comportamenti umani durante le interazioni sociali. L’obiettivo di questa tipologia di studi consiste nel trovare un marcatore neurale per le dinamiche di interazione sociale; grazie a questa nuova metodica di analisi in futuro sarà possibile studiare dal punto di vista neuroscientifico le interazioni di gruppi di persone nella vita di tutti i giorni.

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Volete sapere quale sarà il prossimo step dei ricercatori? Registrare simultaneamente le onde cerebrali di 45 persone coinvolte in un’attività collettiva all’interno di un auditorium per cercare di comprendere le condizioni ottimali per assistere ad uno spettacolo e capire se le chiacchiere da foyer possano migliorarne la percezione.

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