di Ludovica D’Alessandro

“Cresceva, intorno alla grotta, un fitto bosco di ontani, di pioppi e cipressi odorosi. Qui facevano il nido uccelli dalle grandi ali, gufi, sparvieri, e cormorani, i chiassosi corvi del mare. Si stendeva, intorno alla grotta profonda, una vite fiorente, piena di grappoli. Quattro sorgenti di acqua chiara sgorgavano, una vicina all’altra, ma volgevano in direzioni diverse. Teneri prati di viole e di sedano fiorivano intorno […]”

Omero, Odissea, V, vv.63-72

Volgendo il proprio pensiero all’arte greca risulta difficile mettere da parte quanto il Neoclassicismo settecentesco ha tramandato in merito. Specificatamente,  i principi fondativi delle manifestazioni artistiche classiche secondo lo storico dell’arte tedesco Winckelmann (1717-1768) erano una strenua ricerca della bellezza ideale, irraggiungibile tramite la mera imitazione della natura, e « Edle Einfalt und stille Größe » (nobile semplicità e quieta grandezza).

E’ tuttavia necessario estendere gli orizzonti stilistici e tematici di questo sistema artistico; il quale, oltre alla canonizzata statuaria policletea ed al composto ed elegante monumentalismo fidiano, cui in particolar modo l’estetica neoclassica fa riferimento, mostra una considerevole eterogeneità. Proprio tale ampliamento di prospettiva sarà il prezioso lascito della mostra “Mito e Natura” in esposizione a Palazzo Reale (Piazza del Duomo, 12;  Milano) dal 31 luglio 2015 al 10 gennaio 2016. L’esposizione, promossa dal Comune di Milano insieme all’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Salerno, il Museo Archeologico di Napoli e la Sovrintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia, rivela infatti come, dalla Grecia arcaica alla Roma imperiale, l’interazione dell’uomo con la natura abbia costituito un fondamentale continuum tematico dell’espressione artistica.

La mostra si compone di sette percorsi cronologico-tematici che raccolgono più di 150 opere d’arte greca, magnogreca e romana,  tra cui il capolavoro del Tuffatore di Paestum, affreschi di Ercolano e Pompei, il Vaso Blu di Pompei e la statua di Trittolemo di Capua. L’articolazione dell’esposizione mette chiaramente in luce lo sviluppo del tema naturalistico in relazione al quadro storico ma anche e soprattutto al sostrato mitico, filosofico e letterario dell’epoca in questione.

Così, le prime opere che incontrerete, appartenenti al periodo della Grecia arcaica, presenteranno una comune visione della natura quale principio ancestrale e forza indomita, in cui gli elementi naturali sono concepiti e studiati in chiave analitica, su influenza della scuola filosofica ionica, e ricorrono spesso in avvincenti narrazioni mitiche di ascendenza omerica.

“… e intanto, loro malgrado, la tempesta li trascina
lontani dalle persone care, sul mare ricco di pesci.

(Omero, Iliade, XIX: 375 -Versione di Maria Grazia Ciani, Letteratura Universale Marsilio, Venezia
1990, p. 827.)

Il viaggio prosegue in un orizzonte artistico che va progressivamente dilatandosi, includendo la presenza, reale o simbolica, della divinità e ricercando una sempre maggiore profondità dell’immagine. La natura diviene dunque luogo dell’incontro con il divino e rappresentazione stessa delle divinità, cui sono associati in un rigido sistema semantico i corrispettivi attributi floristici: la vite è il segno di riconoscimento di Dioniso, la palma e l’alloro di Apollo, la quercia di Zeus, l’olivo di Atena. Inizia inoltre a profilarsi il tema della coltura, dono degli dei agli uomini.

Le ultime sale dell’esposizione, prevalentemente dedicate all’arte –anche culinaria, rimanendo in tema Expo- in età romana, mostrano come il tema naturalistico abbia in quest’epoca preso principalmente due direzioni: la pittura di giardino e le cosiddette “nature morte”.  Il primo filone di opere, che ebbe soprattutto fortuna nelle ricche dimore romane e campane,  rispecchia in particolare la volontà di allontanarsi momentaneamente dagli affannosi negotia della città per dedicarsi alla contemplazione di vaste rappresentazioni naturalistiche: un locus amoenus  idillico ma al contempo dai vividi e realistici dettagli.

Una medesima sensazione di ristoro, ma effimera e disturbata dal viavai di una troppo vicina urbs, vi coglierà nel Viridarium; progetto di Orticola di Lombardia a cura degli architetti Marco Bay e Filippo Pizzoni che s’ispira alla riproduzione paesaggistica del classico giardino di una domus romana del I secolo d.C..

COSA: “MITO E NATURA”: ARTE GRECA E ROMANA

DOVE: Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milano

QUANDO: Dal 31/07/15 al 10/01/16; lunedì14.30-19.30 martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30 giovedì e sabato 9.30-22.30

PER SAPERNE DI PIU’ (e credits immagini):

http://www.mostramitonatura.it/it/home.html


CREDITS

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