Agli spinaci non si comanda, storia di un cuore vegetale

Facciamo un passo indietro. La storia di un cuore vegetale non è ancora stata scritta, ma grazie ad uno studio pubblicato qualche giorno fa sulla rivista Biomaterials presto diventerà realtà. I ricercatori del Worcester Polytechnic Institute sono infatti riusciti ad utilizzare una foglia di spinacio come impalcatura su cui coltivare delle cellule cardiache.

Il primo passo effettuato dal team di Joshua Gershlak ha richiesto la decellularizzazione delle foglie tramite la perfusione di una soluzione detergente attraverso il sistema vascolare che nelle piante trasporta la linfa. Grazie a questo processo è stato possibile ottenere un’impalcatura di cellulosa, un materiale biocompatibile che è già stato utilizzato nell’ambito della medicina rigenerativa e per questo motivo sappiamo essere ben tollerato dal soggetto in cui viene trapiantato.

In un secondo momento i ricercatori hanno impiantato le cellule endoteliali del muscolo cardiaco sull’impalcatura e ne hanno stimolato la crescita nutrendole. I cardiomiociti che si sono sviluppati, in soli 21 giorni  hanno dimostrato di avere una funzione contrattile.

Perché questa scoperta è fondamentale? Perché le tecniche che conoscevamo fino ad oggi per ottenere organi in laboratorio (compresa la stampa 3D) non erano in grado di creare la fitta rete di vasi sanguigni che rifornisce i tessuti umani di ossigeno e dei nutrienti fondamentali per lo sviluppo.

A questo punto è evidente che la nuova sfida che i ricercatori dovranno accettare riguarderà l’associazione di più foglie per creare degli strati di muscolo cardiaco funzionale per poter trattare pazienti che hanno subito un danno al cuore in seguito ad un infarto. Ma questa non è l’unica via percorribile e la speranza è che in un futuro non troppo lontano si possa riuscire a creare degli interi organi per sopperire alla scarsità di donatori e per evitare che ogni anno muoiano migliaia di persone in attesa di un trapianto.

Credits: copertina

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