17 dicembre 2018

Io sto con la sposa- Parte 2 di 2

Io sto con la sposa- Parte 2 di 2

Intervista a due dei tre registi di “Io sto con la sposa”, Antonio Augugliaro e Khaled Soliman Al Nassiry


Di Elisabetta Stringhi

Il messaggio di Io sto con la sposa, un messaggio di tolleranza, apertura e accoglienza in osservanza dei diritti umani, contro ogni tipo di frontiera e in particolare contro il regolamento di Dublino. Secondo voi, è stato recepito dal pubblico?

K.: Molto bene. Ciò che dice il film non è nuovo ma abbiamo fatto in modo di ricordarlo alla gente. Questa è la verità, non si può lasciare al confine la gente. Stare con la sposa significa stare con la verità. La cosa più naturale che facciamo noi umani quando c’è una guerra è scappare, ma una volta non c’erano confini. Ora c’è una frontiera ma non si può chiuderla, c’è della gente che ha bisogno di entrare. E abbiamo visto cosa succede se la chiudiamo: 71 immigrati sono stati trovati morti in un camion in Austria, per non parlare del bambino siriano di 3 anni, Aylan Galip, trovato morto sulla spiaggia a Bodrum in Turchia

A.: Sì, è stato recepito molto bene, molti si sono attivati per fare flashmob con abiti da sposa come simbolo della libera circolazione e della tolleranza. A volte mi è capitato di fare anche proiezioni in sale con dei leghisti che non sapevano cosa andassero a vedere perché il titolo del film è un po’ fuorviante, non si capisce che si parli di immigrazione. Sono venuti fuori dei bei dibattiti: magari loro non sapevano di Dublino, del fatto che gli immigrati fossero costretti a stare in Italia… Insomma, hanno cominciato a considerare il problema con una visione più ampia.

E le istituzioni (a livello locale, nazionale, europeo) hanno reagito a Io sto con la sposa?

A.: Il Parlamento Europeo devo dire, che ci ha accolto e… Basta. Abbiamo avuto i complimenti di Leoluca Orlando, il sindaco di Palermo, ma dubito che abbia visto il film… Ad una proiezione a Palermo avrebbe dovuto presenziare ma non è potuto venire, allora ci ha tenuto a darci un telegramma, ovvero un foglio con su scritto a mano “complimenti”. Questa è la risposta delle istituzioni. E’ un silenzio assordante, ci saremmo aspettati o un rifiuto totale oppure un “prendiamo esempio e rivediamo queste leggi”. Invece c’è indifferenza. Ciò vuol dire che è un problema che neanche le istituzioni sanno come risolvere o che non hanno intenzione di farlo.

Come è stato recepito invece dal pubblico arabo?

K.: Il mondo arabo ha recepito il film molto bene, alla gente era piaciuto, piangeva dopo averlo visto. Sono stati scritti articoli bellissimi al riguardo. E’ stato presentato al Festival del Cinema del Mondo Arabo dove ha vinto un premio come miglior documentario e al Festival Internazionale di Cartagine. Poi è stato proiettato a Rabat, in Egitto, in Oman… E’ bello vedere che anche nel mondo arabo sia andato molto bene!

Io sto con la sposa ritrae un’Europa divisa sulla politica di accoglienza ma anche diversa di cui voi e i collaboratori al progetto siete un esempio. Così come sta accadendo oggi, da un lato nuove mura sono erette in Europa (ad esempio in Ungheria), dall’altro vi sono esempi nobili di cittadini accoglienti (belgi, islandesi). Si può dire che questa situazione costituisca una sfida per l’UE?

A.: Sicuramente è una buona occasione per l’Europa per dimostrarsi intelligente e lungimirante. Una buona politica sull’immigrazione accoppiata a una buona politica estera veramente può generare un mondo migliore fatto di cooperazione, integrazione, mescolanza. Come è sempre stato, perché i Paesi del Mediterraneo si sono sempre fusi tra di loro, non è mai esistito un “io sto da qua a qua e tu da là a là”. E la crescita è questo, contaminazione e cambiamento.

K.: Sì, sono d’accordo. Inoltre in Europa c’è il problema dei media che diffondono la paura dell’altro che arriva. Dallo scoppio della guerra in Siria fino ad oggi a 200 persone morte nel conflitto magari venivano dedicati solo due minuti al telegiornale, mentre un arabo musulmano immigrato che aveva ucciso una ragazza, il che costituisce assolutamente una tragedia, aveva mezz’ora di visibilità. Questo crea la paura.

A.: Gran parte della paura è generata anche dalla non conoscenza. Siamo abituati a considerare queste persone solo quando sbarcano. Ignoriamo completamente la loro letteratura, musica, cinema e arte, o il fatto che possano essere persone che hanno lottato per la democrazia per esempio. Sembrano quasi degli zombie venuti qui a cannibalizzarci, ma sono persone. La conoscenza è l’unica via verso la salvezza.

Quali sono le soluzioni possibili a questa situazione?

A.: Serve una rivoluzione culturale così da percepire in modo più consapevole cosa succede anche al di là del Mediterraneo e non considerare le persone solo nel momento in cui sono immigrati. Una soluzione che vedo percorribile è una buona politica estera per cercare di risolvere quelle conflittualità che ci sono, per esempio in Libia, e aprire le frontiere in Europa. Bisogna ricordare che l’Europa sta accogliendo un millesimo delle persone che stanno scappando, la Giordania e il Libano stanno ricevendo milioni di persone che noi europei dimentichiamo. Perciò non vedo il problema dell’“invasione”. L’Europa è in deficit demografico, avere delle persone pronte a lavorare e pagare delle tasse fa solo bene. Eliminiamo il decreto flussi, facciamo in modo che chi voglia prenda l’aereo e venga qua, concediamo un visto per ricerca di lavoro. Così uno va in un Paese, si ambienta e trova lavoro.

K.: Anziché lasciare l’immigrazione illegale, rendiamola legale. L’ho detto anche nel film, il giorno in cui in Europa si è detto che si aprivano le porte ai siriani si sono chiuse le ambasciate in Siria, non si fa così. Apriamo le porte e le ambasciate, rendiamo l’immigrazione legale cosicché la gente non debba incorrere nei pericoli del mare e dei trafficanti. E’ facile ma serve la voglia di farlo, tuttavia l’Europa non vuole.

Di recente Angela Merkel è stata duramente criticata dai media in merito all’episodio con Reem Sahwil, la bambina palestinese. Tuttavia è stata approvata una nuova legge secondo cui giovani stranieri residenti da 4 anni in Germania possano avere il permesso di soggiorno ed è stato sospeso Dublino. Si può parlare di cambiamento in Germania come in Europa?

A.: Angela Merkel si conferma leader d’Europa e la Germania ancora una volta anticipa un comportamento che probabilmente verrà assunto da altri Paesi. In Italia non possiamo sospendere Dublino perché ci tocca in prima persona. Come sempre, se le leggi si discostano dalle esigenze reali del popolo è impossibile seguirle, lo diceva anche Don Milani. Per cui sì, secondo me è un cambiamento. Mi auguro che nel prossimo futuro l’Europa si doti di una legge organica sull’immigrazione e che sia più facile per le persone venire qui e provarci. Perché tanto, lo abbiamo già visto aprendo le frontiere ai Balcani e ai Paesi dell’Est, non esiste e non esisterà mai un’invasione, non esistono milioni di persone che non sanno cosa fare e che non vedono l’ora che si aprano i cancelli per partire. La maggior parte delle persone che conosco che hanno l’asilo politico sono nostalgiche e non vedrebbero l’ora di ritornare al proprio Paese.

Secondo voi, quali sono stati e quali sono i successi di Io sto con la sposa?

A.: Il Parlamento Europeo ed essere riusciti ad arrivare al cuore di più di 300 000 persone… Da maggio siamo in onda su Sky che inizialmente lo aveva affittato per mandarlo in onda due volte, ora siamo a cinque. Tra l’altro ho notato che su Skytg24 hanno decisamente cambiato rotta per quanto riguarda l’informazione sull’immigrazione: ora mandano inviati e raccontano meglio la situazione.

K.: Gli occhi delle persone dopo che hanno visto il film, questo per me è il grande successo.

Avete altri progetti?

K.: Oggi ci troviamo per lavorare su un film, l’argomento sarà simile. Io sto lavorando a un progetto di fiction sempre sulla questione immigrazione e anche lui sta realizzando un lavoro sull’Europa di cui vedremo insieme la sceneggiatura. Antonio ha avuto la bellissima idea di fare… No, non la dico! Comunque andremo avanti con Io sto con la sposa e le proiezioni in giro: il nostro viaggio è appena cominciato.

A partire da ottobre sarà possibile acquistare in Feltrinelli il cofanetto DVD di Io sto con la sposa contenente il film, i contenuti speciali, la colonna sonora e del materiale didattico per le scuole.

Sito ufficiale: http://www.iostoconlasposa.com/

Trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=jcv8iANlCvw

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/pages/IO-STO-CON-LA-SPOSA/614167855342727

 

Diritti foto: iostoconlasposa.com

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