Gender Theory di Rossella Agostini: oltre il binarismo di genere

Rossella Agostini è una giovane fotografa e videomaker italiana che nel 2017 ha realizzato il progetto fotografico Gender Theory. Partendo dalla teoria del genere, sviluppata da Sandra Bem nel 1981, l’artista intende sfidare le regole del maschile e femminile. Il suo obiettivo è quello di raccontare un nuovo immaginario che superi i rigidi confini del binarismo di genere e dell’identità legata al sesso biologico, lasciando la libertà ad ogni persona di essere se stessa.

Rossella Agostini

Alcuni cenni sulle teorie del genere

Gli studi di genere sono l’insieme degli studi interdisciplinari e multidisciplinari che indagano come viene costruita l’identità di una persona in base al genere, alla sessualità, alle origini o alla classe sociale e come questa influenzi le relazioni dell’individuo nella società. 

La prima ad aver messo a punto una teoria del genere fu la psicologa statunitense Sandra Bem, ma già Simone De Beauvoir nel 1949 scriveva: “Non siamo nati uomini o donne ma lo diventiamo”. Il genere quindi non sarebbe ciò che siamo, bensì ciò che facciamo e che apprendiamo nella vita di tutti i giorni.

Verso la fine degli anni ottanta, Judith Butler formulò poi la teoria secondo cui il genere è performativo, ossia l’identità di genere è frutto di una serie di pratiche e abitudini che sono state incorporate e ripetute nel tempo dai singoli individui, più o meno consapevolmente. Le differenze culturali tra uomo e donna nascono così dall’idea di maschile e femminile che si è consolidata nei secoli e alla quale si crede che tutti e tutte debbano aderire.

Dalla serie «Gender Theory»

Attraverso questi studi oggi sappiamo che lo spettro dell’identità di genere è molto più ampio e fluido e non può essere né confinato nel binario maschile/femminile, né legato esclusivamente al sesso biologico. All’interno di questo panorama anche la cultura visiva gioca un ruolo fondamentale nella percezione identitaria e nella costruzione di modelli visivi a cui adeguarsi. Lavori come quello di Rossella Agostini sono utili per avere un nuovo punto di vista sulla questione di genere e creare un nuovo immaginario nel quale chiunque possa identificarsi.

Rossella Agostini tra Italia, Stati Uniti ed Europa

Nata nel 1995 in Italia ma residente a Parigi, Rosella Agostini, subito dopo le scuole superiori, decide di trasferirsi negli Stati Uniti per studiare Direzione della Fotografia al Columbia College di Chicago. Si esprime sia attraverso la fotografia che il video e riceve riconoscimenti per entrambe le tipologie di lavoro. Il suo linguaggio visivo è caratterizzato dall’utilizzo di linee e composizioni pulite e geometriche

Mentre nei suoi cortometraggi sono spesso presenti colori al neon e atmosfere notturne o con luce soffusa, nella fotografia prevalgono un’illuminazione più omogenea e diurna e colori accesi. La solitudine e l’isolamento sono due delle principali tematiche affrontate nei suoi progetti, nei quali si trovano spesso figure solitarie circondate da uno “spazio negativo” come lo definisce la stessa autrice. Anche la relazione, intesa tra due persone, tra persone e luoghi o tra gli elementi fisici che definiscono un luogo, è un altro tema centrale del suo lavoro.

Dalla serie Lack of attention

Dalla serie Lack of attention…

Lack of attention e Gender Theory sono due dei suoi progetti fotografici più conosciuti. Nel primo caso, Rossella Agostini tratta il fenomeno sociale della “necessità di attenzioni”, definito in psicologia con il termine Belonging. Tale necessità porta le persone a cercare diversi metodi per sentire di essere visibili (ad esempio attraverso i social media). Nelle sue immagini, quindi, l’artista crea delle situazioni stranianti e insolite di realtà quotidiane ironizzando sulla necessità eccentrica di “essere visti”.

…al progetto Gender Theory: la sfida al binarismo di genere

Gender Theory è invece un progetto fotografico realizzato nel 2017 e focalizzato sulla questione della costruzione dell’identità di genere, prodotta da abitudini e costrutti sociali che vogliono imporre una distinzione netta tra maschile e femminile. La serie di fotografie ritrae due persone che indossano entrambe una felpa rossa, indice di neutralità. I due mettono in dialogo le rispettive identità attraverso pose e parti del corpo. In questo modo, la distinzione tra un genere e l’altro si diluisce sempre di più, a volte i due corpi sembrano sovrapponibili, in altre la distanza è più netta.

Dalla serie «Gender Theory»

La fotografia come medium del concetto di “genere”

Dialogando con l’artista emerge che la composizione fotografica, geometrica e bilanciata, intende quasi rinviare al concetto di genere che viene spesso percepito come binario e statico. Le due figure si muovono all’interno di questi schemi visivi,  metaforicamente sociali, ricercando una loro dimensione che non si riconosce né nel maschile né nel femminile, ma nella fusione di entrambi o nel rifiuto di una categorizzazione. Allo stesso tempo le linee che costruiscono le immagini, sia quelle visibili che invisibili, si intersecano, si sovrappongono o si separano, proprio come accade con l’identità di genere e il sesso biologico.

Il messaggio dietro tali immagini non è però definitivo e può essere continuamente messo in discussione e interpretato. La fotografia, attraverso i media, l’arte e l’advertising, può quindi essere uno dei mezzi attraverso cui costruire nuovi significati e promuovere modelli visivi più inclusivi.

Dalla serie «Gender Theory»

Il Gender Schema Theory di Sandra Bem (1981)

Il titolo del lavoro (Gender Theory) fa riferimento al Gender schema theory, una teoria sviluppata dalla psicologa Sandra Bem nel 1981, secondo la quale i bambini apprendono le regole e le norme comportamentali di genere all’interno del gruppo sociale in cui crescono. Questo significa che determinati atteggiamenti non sono innati ma appresi durante lo sviluppo. Attraverso alcuni studi, Bem comprese che i bambini e le bambine, inseriti in un contesto sociale di riferimento, tendono a conformarsi alle norme di genere. E questo accade sin dai primi anni di vita. Questa teoria intendeva quindi mostrare l’influenza del contesto socio-culturale sulla percezione sociale del genere e contribuì ad aprire una discussione molto importante all’interno degli studi cognitivi sulle questioni di genere.

Dalla serie «Gender Theory»

The Truth as a contested concept

Il progetto Gender Theory è stato esposto nel 2019 alla Woman Made Gallery di Chicago, Illinois. Trattasi di  un’organizzazione non profit con lo scopo di creare uno spazio d’arte aperto ad artiste donne, persone non-binary e persone queer che si identificano nel genere femminile provenienti da tutto il mondo. La mostra alla quale ha partecipato Rossella Agostini aveva come titolo Truth as a contested concept (La verità come concetto contestato) e ha coinvolto circa 44 artisti sul tema della verità. L’idea era quella di riflettere su questo concetto come questione soggetta all’interpretazione umana e quindi impossibile da definire univocamente.

Dalla serie «Gender Theory»

CREDITS 

Immagini gentilmente concesse dall’artista Rossella Agostini

Copertina

Ritratto fotografico Rossella Agostini

Immagini dalla serie “Gender Theory”

Lack of attention

 

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