in–book: l’inclusione che parte dai libri

In passato vi abbiamo parlato dei benefici della lettura ad alta voce ai bambini: leggere storie ai più piccoli, porta loro un innegabile arricchimento dal punto di vista cognitivo, linguistico, relazionale ed emotivo. Ma cosa succede quando i bambini cui leggiamo presentano una disabilità della comunicazione?

La tendenza, in situazioni di questo tipo, è ad utilizzare un vocabolario ridotto e semplificato, un linguaggio meno interattivo e dunque stimolante, e a proporre domande chiuse o di cui il bambino conosce la risposta. Le possibilità di apprendimento sono radicalmente ridotte. Alla base di questo atteggiamento sta la convinzione che in presenza di disabilità non sia possibile una piena comprensione linguistica; in realtà nessun bambino comprende da subito tutto ciò che gli viene letto: capisce e fa propri tutti i contenuti solamente dopo diverse letture della stessa storia, con l’aiuto delle illustrazioni.

È su questa certezza di base che nascono gli in–book, libri che presentano un testo completamente tradotto in simboli, in modo tale che i bambini con disabilità entrino in contatto con un libro pensato per i loro bisogni specifici, che non ostacoli però in alcun modo il loro apprendimento. Ideati per l’inclusione dei piccoli che presentano disabilità della comunicazione, ma anche con disturbi dell’attenzione o deficit cognitivi, o semplicemente stranieri, i libri in simboli procedono dalla CAA, la Comunicazione Aumentativa e Alternativa, che mira a semplificare e incrementare la comunicazione nelle persone che hanno, appunto, difficoltà nel parlato o nello scritto, tramite tecniche e tecnologie innovative.

Un esempio di sequenza tradotta in simboli

Ma come funzionano gli in–book? Durante la lettura ad alta voce, l’adulto indica con il dito le parole pronunciate, rappresentate nello stesso riquadro del corrispondente simbolo; in questo modo, chi ascolta e osserva, anche se non in grado di riconoscere la parola grafica, impara a riconoscere il simbolo ad essa associato. Inoltre, lo scorrere del dito da un riquadro all’altro aiuta il bambino a percepire quanto sta ascoltando e osservando come una sequenza unica.

Una pagina di libro in simboli

I bambini apprendono velocemente il funzionamento degli in–book ed imitano la modalità di lettura che gli viene proposta dall’adulto, con l’indicazione delle parole e dei simboli. Pian piano interiorizzano le corrispondenze di simboli e parole e diventano autonomi nella formulazione delle sequenze orali della storia.

L’utilità nei casi di disabilità della comunicazione è evidente, ma gli in–book si sono diffusi fra tutti i bambini, grazie alla facilità d’uso e alla possibilità di autonomia nella fruizione della storia. Una volta capitone il funzionamento, infatti, i bambini non hanno più obbligatoriamente bisogno di qualcuno che sappia leggere al proprio fianco.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caro lettore, per noi de Lo Sbuffo l'educazione ad un uso consapevole del web è fondamentale. Se puoi, ti chiediamo di dedicare due minuti del tuo tempo alla lettura di questo articolo di Accademia Civica Digitale.

Con la cultura per un web migliore!

Grazie,
Lo Sbuffo