Youtuber, internet famous e altri esseri mitologici del web

Youtuber, influencer & Co.: da qualche anno a questa parte tutti i social sono sempre più intasati da queste nuove figure mediatiche. E attenzione, sono persone come noi, che magari frequentano la nostra università o prendono da bere nei nostri stessi locali, con la piccola differenza che loro hanno qualche centinaia di migliaia di followers su Instagram, Twitter o Youtube o tutto quello che volete.

Piccola cronistoria dei social: il primo ad essere lanciato sul web è stato Facebook, il 4 Febbraio 2004 (da cui hanno tratto il film The Social Network); Youtube è arrivato un annetto dopo, 14 Febbraio 2005. Twitter ha visto la luce il 21 Marzo 2006 ma solo a Luglio ha incominciato a diffondersi e, ultimo ma non ultimo, è Instagram, datato 6 Ottobre 2010.

Ogni social nasceva con la sua peculiarità, che lo rendeva accattivante e innovativo allo stesso tempo. Inizialmente, nemmeno i fondatori sapevano bene quello a cui stavano andando incontro e veniva vista solo la parte “ingenua” dei social.

Prima dell’avvento dei talent show, per esempio su Youtube, spopolavano i cantanti amatori e le prime idee di qualche regista agli inizi; con il passare del tempo, il mondo del marketing ha iniziato ad assaporare l’odore succulento di questi potenti mezzi e ci ha messo le mani sopra. Da qui nascono i primi contatti/contratti con gli influencer e/o web star.

Chi sono? Sono personaggi famosi, non si capisce bene il motivo, sul web; hanno miriadi di followers e ogni singola foto postata o link condiviso raggiunge un numero esagerato di persone. Il caso italiano più eclatante e famoso è Chiara Ferragni, anche se lei ha iniziato con un suo blog personale; oggi però ha superato il milione di contatti tra i vari social.

Le aziende allora non hanno perso tempo e invece di ingaggiare top-model o personaggi dello spettacolo per pubblicizzare un vestito o un nuovo modo per fruire della tv, hanno ben pensato di sfruttare queste nuove leve. L’abbattimento del costo di produzione per le multinazionali è esponenziale: non pagare un cachet al personaggio di turno, non spendere grosse cifre per accaparrarsi anche solo 30 secondi di pubblicità in tv o sulle prime pagine dei giornali, è puro guadagno; il tutto è rimpiazzato dal costo di un vestito, di accessori o di un viaggio regalato a queste web star.

Migliaia di ragazzine impazziscono nel vedere Favij, si scontrano sul nuovo outfit di Chiara Biasi, si accalcano alla presentazione del nuovo libro di questa o quella web star – si, scrivono anche libri che vengono pubblicati e probabilmente raggiungono pure un buon numero di vendite. Prima che si diffondessero i social, le ragazzine si facevano in quattro per vedere qualche minuto Britney Spears o i Blue affacciarsi dalla terrazza dove trasmettevano TRL – i segni del cambiamento.

Gugliemo_Scilla
Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh

Adesso invece i social sono un grande calderone dove le trasmissioni possono prendere qualche nuova idea; basti pensare a Frank Matano, adesso giudice a Italia’s Got Talent su Sky o ai TheShow, che a settembre saranno tra i protagonisti di Pechino Express, oppure il buon Guglielmo Scilla, meglio noto come Willwoosh, che ha girato una serie sulla Rai. Altri hanno fatto il salto al grande schermo, come i ThePills, che sono riusciti a girare un film, così come il Terzo Segreto di Satira, che ha collaborato con diverse trasmissioni televisive, o ancora i TheJackal, con le continue collaborazioni con marchi internazionali, con il video di apertura dei David di Donatello e il film in uscita, ancora in fase di lavorazione.

Insomma, ci troviamo in una nuova dimensione del modo di mettersi in mostra e, al momento, il nuovo talent show non è più Amici o X-Factor ma il web, con tutte le sue contraddizioni.

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