Mens sana in corpore sano” è una sentenza latina tratta da un verso di Giovenale. Nel senso comune, in linea con uno dei possibili modi di interpretarla, è diventata un modo per dire che, per funzionare bene, la nostra mente ha bisogno di un corpo in forma, allenato da un costante esercizio fisico.

Oggi la scienza è in grado di dirci che effettivamente l’allenamento fisico è un eccellente modo per incrementare il benessere psicologico.

Cominciamo da una ricerca ormai celebre pubblicata nel 1999 sugli Archives of Internal Medicine. I ricercatori reclutarono uomini e donne di età pari o superiore a 50 anni, tutti con una diagnosi di depressione clinica. Quindi, questi partecipanti vennero divisi in 3 gruppi, a caso. Al primo gruppo fu fatto svolgere per 4 mesi un programma settimanale di esercizio aerobico, al secondo gruppo sempre per 4 mesi fu solo chiesto di assumere un antidepressivo (la sertralina), al terzo gruppo fu chiesto di fare entrambe le cose. Al gruppo che svolgeva attività aerobica fu fatto svolgere, sotto supervisione, un programma settimanale da 3 sessioni di 45 minuti ciascuna di cyclette, oppure di corsetta a intensità moderata.

Alla fine dei quattro mesi di ricerca, tutti e tre i gruppi sperimentarono un significativo abbassamento dei sintomi depressivi e un aumento dell’autostima: l’esercizio fisico da solo aveva avuto lo stesso effetto dell’antidepressivo e dell’antidepressivo in combinazione con l’attività fisica.

Però…

Sei mesi dopo la conclusione della ricerca, la percentuale di ricaduta in sintomi depressivi era significativamente più bassa nei partecipanti al solo gruppo di esercizio fisico! (Anche per questo la ricerca fu battezzata SMILE – Standard Medical Intervention and Long-term Exercise study).

Sorprese tutti l’effetto dell’esercizio fisico soprattutto a distanza di mesi dalla fine del programma.

Perché se sappiamo che l’attività fisica ha un effetto benefico sull’umore nel breve periodo, probabilmente per via delle reazioni chimiche che pare innescare nel corpo (ad esempio in termini di aumento di disponibilità di serotonina), ancora non sappiamo con certezza perché a distanza di mesi dall’interruzione del programma SMILE il gruppo di partecipanti più protetto dalle ricadute depressive fosse quello che aveva fatto esclusivamente attività fisica.

Probabilmente ciò è dovuto al fatto che in questo gruppo si innestò la convinzione che la depressione poteva essere sconfitta attivando risorse personali e non ricorrendo alla stampella chimica. Ciò ha significato potenziare in quei partecipanti il senso di controllo personale sulle proprie difficoltà.

In ogni caso, la ricerca SMILE è diventata simbolo dei risultati di ricerche precedenti che sottolineavano come l’attività fisica: riduca ansia e stress, protegga da malattie come diabete, ipertensione, cancro, rafforzi le ossa, migliori il sonno, il controllo del peso, il funzionamento cognitivo.

Infine, una quantità enorme di ricerche ha dimostrato che il più potente happiness booster istantaneo di tutti è proprio l’attività fisica.

Perché l’attività fisica ci rende più felici?

Oltre alle ragioni strettamente chimiche, ci sono aspetti psicologici molteplici: ho già accennato al senso di controllo che da il prendersi cura di se con l’allenamento. Inoltre, l’attività fisica rappresenta un time-out da preoccupazioni e stressor quotidiani. In terzo luogo, spesso fare attività fisica significa uscire di casa ed entrare in contesti in cui stringere nuovi legami. Infine, lo stesso fatto di percepire una maggiore tonicità fisica, grazie all’allenamento, trasmette un senso di sicurezza psicologica che si traduce in benessere.

Tutte queste conseguenze positive superano ampiamente i costi dello svolgimento di una attività fisica in termini di fatica.

Soprattutto le prime settimane in cui si ricomincia, quelle nelle quali i dolori (durante e dopo l’allenamento), sono fastidiosi, scoraggianti, è bene aver a mente che per abituarsi a una routine di allenamento servono almeno 3 mesi (uno in meno in effetti rispetto alla durata del programma SMILE) dopo i quali essa diventerà una abitudine quasi automatica.

Per motivarsi, è importante scegliere un’attività con la quale ci si senta realmente a proprio agio: inutile iniziare un programma di jogging se l’idea di farlo sotto la pioggia vi fa passare la voglia. Trovate qualcosa che sia stimolante o quantomeno che non vi esponga a situazioni che vi infastidiscono. Considerate l’esercizio fisico una cosa imprescindibile della vostra igiene personale, come il fatto di lavarvi. Non vi colpevolizzate se sgarrate ogni tanto, ma vedetelo come un appuntamento fisso, a prescindere da quello che vi dice la mente.

Infine, assicuratevi di essere in condizioni di salute idonee all’attività fisica che volete svolgere, svolgendo un check up medico (in primis relativo al funzionamento cardiaco), prima di cominciare e periodicamente.

Buon allenamento!

FONTI
Lyubomirsky S. (2007), The how of happiness, Londra, Piatkus ed.

James A. Blumenthal, Michael A. Babyak, Kathleen A. Moore, et al, Effects of Exercise Training on Older Patients With Major Depression, Archives of Internal Medicine. 159, 2349-2356

Treccani