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17 gennaio 2018

Natale: una festa… tardiva!

Natale: una festa… tardiva!
Buon Natale!

Natale, una festa che molti amano, alcuni rifiutano, ma che, tra presepi, luci colorate, decorazioni scintillanti e Babbi Natale appesi fuori dalle finestre, è semplicemente impossibile ignorare. Anche se per molti questa festa ha assunto connotazioni laiche, che nulla hanno a che vedere con il suo carattere originario, rimane conoscenza comune che i cristiani in questo giorno ricordano la nascita di Gesù. Presentandolo così, ci verrebbe naturale allora credere che il Natale abbia ben 2017 anni… ma non è così: in realtà, è molto più giovane.

Contrariamente a quanto si possa pensare infatti, questa festa non veniva celebrata dai primi cristiani, i quali si riconoscevano in un’unica festività, ovvero la Pasqua (celebrazione della morte e resurrezione di Gesù). Il Natale invece viene istituito successivamente, in competizione con i culti pagani relativi al solstizio d’inverno, in cui si festeggiava la “nuova luce”: è solo dal IV secolo infatti che si comincia a celebrare il Natale, senza che però si potesse fare riferimento a una datazione fornita dalla tradizione. Questo problema appare chiaro quando vediamo che questa ricorrenza iniziò a venir festeggiata in due date differenti: il 6 gennaio in Oriente e il 25 dicembre in Occidente.

Merry Christmas!

La fissazione del 25 dicembre avviene fra il 325-354, a Roma, quando una Despositio martyrum compare nel calendario romano, attestando che l’ottavo giorno prima delle calende di gennaio si celebravano sia il Sol Invictus che l’anniversario della nascita di Gesù Cristo a Betlemme. Il culto del Sol Invictus era stato istituito da Aureliano nel 274 come religione ufficiale dell’impero: in esso, l’imperatore veniva ritenuto l’incarnazione del dio Sole (una sacralizzazione che coinvolgeva la sfera politica oltre che religiosa); nella stessa data, anche i fedeli di Mithra celebravano la nascita del loro dio. Costantino si impegnò per realizzare una specie di simbiosi tra il culto ufficiale del Sole, quello di Mithra e il cristianesimo.

Sono stati poi successivamente fatti dei tentativi per giustificare in senso simbolico la scelta del 25 dicembre come data della nascita di Gesù: essendo Gesù Cristo il vero sole annunciato dai profeti, l’inizio della sua vita doveva coincidere con quello dell’anno solare. La festività cristiana infatti, sebbene non sia un anniversario storico, recupera i valori della festa pagana del sole e quella di Mithra: ovvero quella della nuova luce, che illumina il mondo con la manifestazione del dio, tramite l’incarnazione e la nascita del Dio-bambino. Dice Sant’Ambrogio: “con l’apparizione del Salvatore si rinnova non solo la salvezza dell’umanità ma anche la luminosità del sole… Come durante la passione di Cristo il sole si è oscurato, così è necessario che alla sua nascita risplenda più brillante di prima” (Sermo 6).


FONTI

Dizionario delle religioni, diretto da Paul Poupard, Mondadori.

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