Da sempre le vite degli artisti sono state immortalate dalla cinepresa: adesso è il turno di Egon Schiele, espressionista viennese dal tratto inconfondibile.

Senza dubbio ciò che ha spinto il regista Dieter Berner insieme ad Hilde Berger a dedicargli il film “Tod und Mädchen: Egon Schiele und die Frauen” è la breve e tormentata vita di un artista, che ha sconvolto l’opinione pubblica sia con i suoi capolavori sia con la sua folle esistenza.

Per comprenderne la produzione artistica è fondamentale riferire un episodio della vita di Schiele: ancora quindicenne, infatti, perde il padre Adolf a causa della sifilide, e traduce, attraverso le sue tele, la  tragedia in una rappresentazione distorta della sfera erotica.

All’erotismo e alla rappresentazione femminile, non a caso, è dedicata gran parte della sua elaborazione artistica, e di conseguenza anche la pellicola si sofferma sul suo rapporto con le donne intrattenuto dal pittore: inizialmente egli comincia con la raffigurazione della sorella Gerti, sua prima musa, sostituita però da quella che sarà la vera protagonista indiscussa dei suoi dipinti: Wally Neuzil. Si tratta di una famosa ed affascinante modella – nonché suo unico amore – resa celebre grazie al dipinto “La morte e fanciulla”.

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Ma Schiele non può essere riassunto citando solo le tematiche legate al sesso e alla follia: pur con esasperata drammatizzazione, l’artista è stato in grado di rappresentare anche la condizione dell’individuo alla soglia dello scoppio della Prima guerra mondiale, che ha vissuto in prima persona con una disperazione, palese ed evidente nei suoi autoritratti, in cui si presenta come un burattino senza volontà e potere decisionale.

L’artista ha fatto molto parlare di sé e la società, dalla quale si sentiva estraneo, l’ha più volte condannato per il suo stile di vita e per le opere ritenute “pornografiche”. Tali accuse non hanno però fermato l’uomo che, nei fatti, si è dimostrato essere tutt’altro che un burattino, imponendosi con la sua forza espressiva e segnando la storia dell’arte.

Considerando queste premesse, chi non vorrebbe vedere l’esito cinematografico dell’interpretazione di una vita tanto unica quanto tormentata?

Il giovane Schiele, interpretato da un eccellente Noah Saavedra, sembra adattarsi perfettamente alla realizzazione di un film romantico seppur nella sua drammaticità, regalando al pubblico più sensibile all’arte un momento realmente estatico.

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I fortunati milanesi avranno l’opportunità di assistere all’ anteprima dal 20 al 30 novembre 2017 presso il cinema Spazio Oberdan o nelle sale cinematografiche esclusivamente il 27, 28 e 29 Novembre, grazie alla presentazione della Fondazione Cineteca italiana.

FONTI

Visione diretta