How I Met Your Father: una bella sorpresa

Lunedì 31 marzo 2014 andava in onda l’ultima puntata di How I Met Your Mother, la sitcom trasmessa da CBS ( e da Italia 1 in terra nostrana) capace di catturare l’attenzione di milioni di telespettatori per la bellezza di nove stagioni. 8 anni dopo, e più precisamente lo scorso mercoledì 11 maggio, la serie spin-off sequel How I Met Your Father ha debuttato sulla piattaforma Disney Plus.

Creata da Isaac Aptaker e Elizabeth Berger, How I Met Your Father (i cui primi dieci episodi sono già disponibili per il binge watching) è già stata rinnovata per una seconda stagione e, a dispetto della tiepida accoglienza da parte della critica, è un prodotto che, nel corso di poche puntate, ha già dimostrato di potersi avvalere di diversi assi nella manica.

Ma andiamo con ordine.

Vecchi stilemi, nuove storie

How I Met Your Father segue le avventure di Sophie (Hilary Duff) e del suo affiatato gruppo di amici nella New York del 2022, ma, esattamente come accadeva in Himym, la storia è imbastita su due differenti linee temporali. Nell’anno 2050 una Sophie di mezza età (interpretata da Kim Cattrall, la Samantha Jones di Sex and the City) decide di raccontare al figlio la storia di come ha conosciuto il di lui padre. E tra bizzarre vicende amorose, grandi amicizie e situazioni assurde la vita della giovane Sophie del passato si dispiega dinanzi ai nostri occhi.

Una Ted al femminile dunque? In parte sì. Eppure, sebbene il filo conduttore sia il medesimo della serie madre, How I Met Your Father riesce, almeno in questa prima stagione e pur con alti e bassi, a costruire una propria autonomia narrativa, bilanciando i riferimenti a Himym con una saggia propensione all’aggiornamento di vecchi stilemi.

Sitcom generazionali

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How I Met Your Father si inserisce infatti in un filone, quello delle sitcom, che ha fatto la storia della televisione americana. Friends e Himym sono due dei principali punti di riferimento del settore e, pur con modalità parzialmente diverse, hanno saputo coinvolgere intere generazioni con quello che, ridotto all’osso, è il racconto della quotidianità di un gruppo di amici. Un modello universale che, opportunamente mixato alla particolarità delle singole situazioni, costituisce la base fondante anche di How I Met Your Father.

La parola chiave prima dell’intera operazione non può dunque che essere “aggiornamento”, così come dichiarato dagli stessi produttori in un’intervista a Tom’s Hardware:

Sentiamo decisamente la pressione: sappiamo bene quanto fan aveva la serie originale ma, allo stesso tempo, eravamo un po’ eccitati per la sfida di prendere un format di qualcuno che guarda indietro ai suoi giorni più giovani, ai suoi giorni di single e racconta la storia di come è finito insieme al proprio partner, utilizzando lo stesso tono e la narrazione multicam e aggiornandolo al 2022…

E, di fatto, è proprio il 2022 uno dei protagonisti del prodotto; Instagram e le sue implicazioni, Uber, gli appuntamenti su Tinder e una trattazione tutt’altro che frenata dell’argomento “sessualità” costituiscono infatti uno scheletro portante di tutto rispetto e di ovvia originalità rispetto alle precedenti esperienze televisive.

Nuovi amici

Un discorso simile è facilmente applicabile ai protagonisti del racconto. Sophie e i suoi compagni di vita avevano infatti l’ingrato compito di ricalcare delle tipologie antropologiche riconoscibili a cui però donare, al contempo, una peculiarità propria e un senso di novità quantomeno parziale.

Chris Lowell | Chris Lowell speaking at the 2013 San Diego C… | Flickr

L’immedesimazione da parte dello spettatore è infatti uno degli elementi cardine di un racconto e Himyf sembra volerne fare il proprio punto di forza:

Se non entri in empatia con i personaggi, non funzionerà. Quindi si spera di creare una sintonia con questo gruppo davvero fantastico. Siamo davanti a un gruppo di amici molto vario ed eclettico e speriamo che tutti trovino un punto di incontro e un personaggio con cui connettersi e per cui fare il tifo”

Poco importa allora se, talvolta, ci sembrerà di riconoscere caratteri e situazioni riconducibili ai nostri vecchi idoli televisivi. How I Met Your Father, dopotutto, non si pone certo l’obiettivo di inventare una nuova umanità. Al contrario Sophie, Jesse, Valentina, Sid, Charlie ed Ellen sono una combriccola che unisce tradizione e innovazione con metodo, regalando non poche risate nonché nuovi amici con cui trascorrere le nostre giornate.

Un universo condiviso

Infine, un ulteriore punto a favore della serie è l’indubbia abilità con cui, per il momento, è stata gestito il filo diretto che la collega alla “madre”. Battute, riferimenti più e meno espliciti (sigla compresa) e volti noti permettono infatti un tuffo nel passato che lungi dall’identificarsi come banale fan service è al contrario saggiamente calibrato con il motore autonomo della storia:

Ciò che è così eccitante per noi di questo spettacolo è che esiste nello stesso mondo dell’originale e questo significa che in qualsiasi momento qualcuno dell’originale potrebbe passare attraverso la nostra serie in qualsiasi momento.

How I Met Your Father è dunque la miglior sitcom che sia mai stata realizzata? No, e non vuole esserlo. La serie conta momenti di spicco e altri decisamente meno riusciti, ma, al di là di qualche difetto, si configura come un prodotto assai godibile e dedica nostalgica a ciò che la televisione è stata e forse continuerà ad essere: l’ideale per raggranellare venti minuti di pausa giornaliera e godersi qualche sana, semplice risata in compagnia delle Sophie e dei Ted di tutto il mondo e dei loro folli amici.

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