Sara Melotti ha denunciato i retroscena nascosti dietro la popolarità sui social. Fotografa di viaggio, Sara è diventata un’importante influencer su Instagram, ovvero una persona con un numero elevatissimo di seguaci affezionati – 35,2K per la precisione – che per via di questa visibilità viene contattata dalle aziende affinché promuova i loro brand.

La ragazza, dichiarando di essere ormai presa da una stretta allo stomaco ogni qualvolta si trovi a pubblicare una foto, ha deciso di rivelare al DailyMailAustralia come, in realtà, il numero dei seguaci della maggior parte degli influencer (o fashion blogger che dir si voglia) sia gonfiato e quindi non corrisponda ad un riscontro davvero così massiccio da parte del pubblico.

Tutto ha avuto origine quando Instagram ha smesso di mostrare i suoi contenuti in base all’ordine cronologico di pubblicazione, iniziando a mettere in evidenza i post potenzialmente più interessanti.

Per rientrare in questa categoria le celebrità del mondo social hanno inventato dei trucchi come la compravendita di like e la tecnica di commentare e seguire molti utenti per poi rimuoverli appena riusciti a entrare tra i loro “seguiti”, ma anche degli escamotage più organizzati come i Collective Accounts, ovvero la pratica di pagare per far sì che i propri post siano ripubblicati da gente di successo, o i Comment Pod, gruppi di influencer che si accordano per commentarsi reciprocamente le immagini soprattutto nei primi 30/45 minuti dal caricamento, in modo da farle finire tra i più popolari e ottenere così migliaia di like.

Secondo Sara Melotti si tratta di una Instagram-mafia, di una finzione dietro ad ogni post virale che le aziende non sospettano ma che, basandosi sui numeri, continuano a sponsorizzare.

Le sue rivelazioni sono rimbalzate di media in media, ma la domanda che può sorgere è se si tratti di un vero scandalo o di qualcosa di cui in fondo chiunque era già al corrente, un giro d’affari ormai consolidato e accettato sia dalle aziende sia dagli utenti, oltre che dagli instagramers.

Alle aziende non interessa l’interazione bensì la visibilità e come questa sia ottenuta è per loro irrilevante. Inoltre, anche a moltissimi utenti comuni capita di ricevere offerte di seguaci dietro pagamento; dov’è quindi la breccia nel lato oscuro dei social?

Forse, invece, l’aspetto davvero importante che Sara ha fatto emergere è che le immagini e la fama di Instagram non sono la realtà. Da sempre la blogger ha avuto a cuore gli effetti sociali del suo lavoro, fin dagli inizi della sua carriera nel mondo della moda che, infatti, ha lasciato perché sentiva di trasmettere ideali irrealistici di bellezza. Oggi la fotografa non manca di sottolineare come dietro ad ogni post ci siano ore e ore di lavoro e costruzione e mette in guardia il suo pubblico da coloro che mostrano immagini di donne perfette intitolandole “I woke up like this”.

Ecco quindi la vera denuncia: i danni che l’ego delle influencer rischiano di creare e il fatto che Instragram si stia trasformando da luogo d’arte e originalità a, fondamentalmente, un mero business.

 


Fonti: www.igworldclub.orgwww.you-ng.it

Credits: Immagine di copertina