Si è chiusa recentemente a Milano la nuova fiera dedicata al mondo dell’editoria: Tempo di libri. Dal 19 al 23 Aprile 2017 i padiglioni della Fiera di Rho-Pero si sono popolati di libri. I tanti stand allestiti sono stati sicuramente un’importante vetrina per i big dell’editoria. Ma notevole è stata anche la presenza di tanti piccoli editori indipendenti. Numerosi gli eventi organizzati per l’occasione anche se i visitatori, alla fine, sono risultati sotto le aspettative. Del resto sulla nuova fiera letteraria è sembrata aleggiare la sinistra percezione che la kermesse non fosse stata sufficientemente comunicata e che mancasse quel di più necessario per dare all’evento un’aura culturale.

Di sicuro l’inizio è apparso offuscato dal confronto con il Salone del Libro di Torino. Ancora non si sono spente le polemiche per la decisione degli editori di trasferire nella capitale lombarda la più importante fiera libraria d’Italia, che si teneva da anni a Torino. Non stupisce quindi che si sia parlato di questa prima edizione di Tempo di libri innanzitutto per fare paragoni con il Salone del Libro. L’apertura della nuova fiera milanese infatti è stata raccontata dai grandi media dell’informazione con un accento marcato sulle dichiarazioni più o meno polemiche delle varie figure istituzionali presenti all’inaugurazione: poco spazio dunque alla presentazione della ricca offerta editoriale e riflettori puntati essenzialmente su questioni politiche. Una narrazione di questo tipo, come facilmente prevedibile, è stata adottata in primis dal giornale torinese La Stampa, ma neppure i più asettici Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore, o i tg lombardi TGR Lombardia e TGN Sera, anzi perfino le agenzie di stampa ANSA e Askanews, neppure loro sono sfuggiti a una simile narrazione tutta schiacciata sul confronto con il Salone del Libro e sulle correlate polemiche politiche, poco interessanti in realtà per un pubblico alla ricerca di informazioni su appuntamenti, incontri, presentazioni.

Detto questo, non si può dire che l’evento poi nel suo svolgimento sia stato trascurato a livello mediatico. Corriere della Sera e Repubblica vi hanno dedicato diverse pagine di approfondimento nei loro inserti culturali La Lettura e Robinson. Nel corso della manifestazione i due grandi giornali, con una solida base di lettori nel milanese, hanno coperto i tanti eventi della fiera con reportage, interviste, anteprime, approfondimenti. Però, a guardar bene le due pagine dedicate, si nota un’uguale predilezione per il mainstream culturale, più che un’attenzione a cercare di raffigurare il complesso e affascinante (seppur in crisi) macrocosmo dell’editoria italiana. In entrambi gli speciali non possono mancare le interviste ai grandi volti noti come Luis Sepulveda, Roberto Saviano, Walter Siti. Tuttavia, degli intervistati si viene a privilegiare più il profilo di personaggio famoso che quello di autore di libri importanti. Con una simile impostazione comunicativa il libro finisce per sembrare un accessorio, una semplice chiave d’accesso che può permettere di parlare anche di tutt’altro. Questo ancora di più avviene in media come la televisione e la radio, dove il libro nudo, nella sua essenza grafica di insieme di parole, non può avere spazio, e quindi la scena è quasi completamente presa dal suo autore: esemplare questa intervista andata in onda in questi giorni su Radio Popolare.

Ma non è certo una novità di questa fiera che i giornali, le radio e le tv siano per natura più spinti a privilegiare la costruzione di personaggi e a indagare tematiche piuttosto che approfondire l’oggettualità e l’indipendenza del libro. Cos’è mancato allora davvero a Tempo di libri? I blog. È mancata quella community che in sinergia con associazioni, scuole e comunità letterarie permette di dare a questi eventi quel taglio prettamente mirato al libro e non all’attualità contingente, quell’approccio che consente di andare oltre l’evento mondano a vantaggio di un approfondimento tutto interno al mondo della scrittura e della cultura.

Fonti: lastampa.it, milano.corriere.it, ilsole24ore.com, rainews.it, TGN Sera,

Foto: credits