a cura di Serena Pirozzi

Oggi, nel XXI secolo, gli episodi di violenza legati a questioni di razzismo sono ancora numerosi. E quale miglior risposta se non raccontare storie di vita che sono un esempio per tutti, contro questa disuguaglianza gratuita?

Nel giugno del 2015, una storica svolta è accaduta proprio a New York: Misty Copeland è diventata la prima ballerina di colore della prestigiosa American Ballet. La giovane senza mezzi e con poche speranze ha iniziato a ballare a tredici anni, decisamente tardi per questa disciplina, nonostante le difficoltà incontrate per il colore della sua pelle, ha bruciato tutte le tappe, ottenendo prestigiosi premi e onorificenze, in un paese nel quale, purtroppo, le discriminazioni razziali esistono ancora, ed ora, all’età di 32 anni, ha finalmente acquisito il titolo di étoile.

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La sua candidatura a Prima Ballerina è stato un vero e proprio dibattito pubblico; è molto difficile infatti che le ballerine afro-americane raggiungano posizioni di così alto livello. Il primo è stato un uomo, Arthur Mitchell diventato étoile del New York City Ballet nel 1962, mentre nel 1990 è stato attribuito alla prima afro-americana Lauren Anderson dello Houston Ballet.

Oggi Misty è diventata un personaggio molto popolare, l’idolo delle ragazzine americane; apparsa in molte testate ha prestato il suo volto per diverse campagne pubblicitarie. Recentemente ha fatto la sua apparizione anche su Rai uno, lo scorso 8 Ottobre, nello show-evento La mia danza libera di Roberto Bolle, dove i due étoiles hanno eseguito un suggestivo passo a due tratto dal balletto di Romeo e Giulietta

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Misty è sicuramente simbolo di perseveranza e di lotta: contro i pregiudizi, superati egregiamente sulle punte, e contro i canoni estetici delle classiche ballerine dalla pelle bianchissima.

Non sapremo mai cosa il destino ha in serbo per noi, ma la storia di questa ragazza americana ci insegna, a non abbandonare i nostri sogni, anche quelli che sembrano impossibili da realizzare: perché la vita è così… ieri vivevi in una squallida camera di un motel oggi sei Odette nel Lago dei Cigni.

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