Fatti, misfatti, caprioli, cerbiatti,
galline, faine, fagiani, croissant
alla crema che mi mangio a Le Mans
brindando ai peli caduti dei gatti
del numero zero di Via dei Matti,
matto è chi sceglie di rimare in –àn
ma le rime non ha e frigna: “Maman!
Mi aiuti a finire i versi non fatti?”.
“Matto è il verso con accento di quinta!”.
“Lo so, embè? Mica mi pare più giusto
il resto del sonetto”. “C’entra il gusto
con ciò che dici: la questione è finta”.
“Ma è giusto il gusto di aver fra le mani
versi un po’ tocchi in ritmi shakespeariani?”.

 

 

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