di Anita Mestriner

Milan Kundera nel suo romanzo Il libro del riso e dell’oblio scrive che le donne che scrivono poesie sono donne due volte.
Questo perché sentono due volte, toccano la vita da vicino, hanno domande inconfessabili e occhi tinti d’inchiostro, con cui scrivono le loro stesse poesie. Essere donna e poetessa significa non essere mai sicura di niente e scrivere finché non si consumano i polpastrelli e l’anima non si richiude, stanca di essere scavata così a fondo. Che peso può portarsi dietro una donna che scrive poesie, ma che vive in un paese in cui le è addirittura proibito guidare una macchina? Forse Hissa Hilal ha la risposta alla nostra domanda.

Hissa è una donna di 43 anni, madre di quattro figli e moglie amorevole. Ama scrivere e prendersi cura della sua famiglia. Scrive poesie, che però firma sempre con uno pseudonimo, perché Hissa è nata in Arabia Saudita, dove l’estremismo islamico schiaccia e umilia le donne. Nel paese di Hissa è proibito girare o viaggiare da sola. Non può nemmeno recarsi al mercato dietro casa senza l’autorizzazione o la presenza di un familiare di sesso maschile. Per non parlare del diritto di svolgere la professione che preferiscono.
Le poche ragazze che hanno un lavoro, devono sempre essere controllate da un uomo e a causa di ciò  circa 1,7 milioni di donne non ha un’occupazione, anche se oltre il 50% ha una formazione universitaria.

Ma Hissa Hilal, poetessa e donna tenace, è riuscita a spezzare le convenzioni e a partecipare ad un talent-show sulla poesia. Si chiama Million’s Poet e il vincitore può tornarsene a casa con una somma superiore addirittura ad un milione di dollari. E non solo Hissa arriva alla semifinale, insieme ad altri 5 sfidanti, ma addirittura riesce a raggiungere l’ultima tappa, ovvero la finale, grazie a dei sonetti estremamente critici contro l’estremismo sociale e religioso che governa la sua nazione.

Sconfiggere la paura e conquistare ogni grotta spaventosa. Non bisogna vivere con un occhio che guarda dietro.

È con questi versi recitati sul palco che Hissa Hilal riesce a conquistare un milione di telespettatori. Ma non ci sono solo coloro che la amano e la applaudono; purtroppo ha ricevuto subito minacce di morte. Nel settembre 2011, il re Abdullah ha annunciato che le donne avrebbero avuto, a partire dal 2015, il diritto di votare e di candidarsi alle elezioni municipali, di essere nominate a far parte del consiglio della Shura, un apparato formato da consiglieri del re. Ma l’organizzazione Human Rights Watch crede che siano solo minuscole briciole, in confronto agli effettivi diritti politici di cui dovrebbero godere le donne. Speriamo che donne come Halila non smettano mai di lottare, con tutta la voce e la poesia che hanno in corpo.

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