di Manuel Cristofaro 

Quante volte non ci rendiamo conto che stiamo vivendo un momento che rimarrà nella storia?

Il 5 settembre 2015 è stato uno di quei giorni che i nostri discendenti troveranno scritti nei loro libri di storia.

Dopo mesi di soli dibattiti politici sul tema dell’immigrazione, tutti fini a loro stessi, il 3 settembre 2015 è stato ritrovato il corpo di un bambino senza vita sul bagnasciuga di una spiaggia greca. Questo avvenimento è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Appena due giorni dopo questo tragico avvenimento è trovata una prima soluzione all’incombente emergenza immigrazione nei paesi europei. La Germania e Austria, mettendo in atto Dublino III, hanno aperto le frontiere, e in esse ha iniziato a defluire tutto il traffico ferroviario “speciale”, cioè convogli solo destinati al trasporto dei rifugiati, provenienti dall’Ungheria.

Nelle stazioni interessate sono stati allestiti dei veri e propri centri di prima accoglienza con uno stand della croce rossa, per uno screening medico su tutti i passeggeri, e uno che si occupava dello smistamento nei centri di accoglienza.

Questo fatto in sé potrebbe anche bastare per essere considerato storico, ma c’è di più: all’arrivo nelle stazioni ferroviarie tedesche, i migranti sono stati accolti con entusiasmo, spirito di solidarietà e addirittura applausi e cori da stadio.

Chiunque passasse vicino ai corridoi formati ad hoc per l’occasione, donava un sorriso, una frase di supporto, un panino, una bottiglietta d’acqua. L’immagine che più ha reso l’idea di quello che i tedeschi stessero facendo per queste persone in cerca di una nuova vita lontani da guerre e oppressione, è raffigurata da un bambino siriano che su una banchina della stazione a Monaco di Baviera, gioca con poliziotto tedesco che gli presta per qualche secondo il cappello.

Attenzione però, è vero che la prima spallata all’emergenza immigrazione è stata data, ma non è sicuramente ancora sufficiente a poterla buttare al tappeto ed eliminarla. Il percorso sarà lungo e non si può sapere quanto effettivamente possa durare. Siamo fiduciosi: speriamo che l’esempio tedesco, possa far perdere quello scetticismo che nel resto dell’Europa (vedi Italia), non fa altro che alimentare questa situazione di rifiuto.

Gli ostacoli saranno tanti. Partiamo proprio da un esempio in casa tedesca: PEGIDA.

 

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