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“Raya e l’ultimo drago”: il teaser del nuovo progetto Disney

Diretto da Don Hall e Carlos Lòpez Estrada e intitolato Raya e l’ultimo drago, il nuovissimo progetto firmato Walt Disney uscirà nel corso del 2021. Nel frattempo, qualche settimana fa è stato rilasciato un promettente teaser trailer del film d’animazione. Un paio di minuti soltanto; un paio di minuti suggestivi e dal forte sapore nostalgico; minuti che sembrano voler pescare da vecchie glorie cinematografiche  del passato più o meno recente e fonderle in una nuova appassionante e colorata ricetta.

Principessa guerriera

Raya and the Last Dragon - Wikipedia

Non è un caso che i creatori di Raya e l’ultimo drago siano gli stessi ideatori di film d’animazione come Oceania e Frozen. Anche questa volta infatti la protagonista sarà una degna rappresentante dell’universo femminile che tanto ha segnato la casa di produzione del vecchio zio Walt. Una tradizione che negli anni si è profondamente trasformata, passando dall’antico modello della principessa di palazzo al girl power più estremo. Dalle scarpette di cristallo di Cenerentola, all’audacia pellerossa di Pocahontas; dal fuso e le fate di Aurora, al travestimento guerriero di Mulan. Fino ad arrivare ad Elsa, principessa dei ghiacci, o Vaiana, esotica avventurieria. Un paradigma modellato dagli anni e da nuove prospettive e che, anche in questo caso, sembra voler dare libero sfogo ad una protagonista cazzuta e determinata, ben lontana da vecchi stereotipi di genere.

Dalle arti marziali al simbolo del Drago

Un piccolo sguardo al teaser trailer è sufficiente per capire quanto Raya e l’ultimo drago affondi le sue radici tanto in alcuni predecessori d’animazione quanto in un panorama cinematografico decisamente più cult. Le immagini rilasciate, sebbene lontane dal rivelare dettagli fondamentali della trama, aiutano infatti a inquadrare il nuovo progetto all’interno di una tradizione filmica ben precisa. L’apparente centralità di elementi quali le arti marziali e luoghi  inaccessibili o ben protetti non può che richiamare alla mente le atmosfere di avventura e mistero che da sempre ricolleghiamo alla vita dell’archeologo rubacuori più famoso del cinema, l’unico e  solo Indiana Jones, nonché il fortunato esperimento Dreamworks di Kung fu Panda.

E se la silhouette di Raya sembra ben lontana da quella del simpatico panda pasticcione, il destino di grandezza che li attende è invece un altro punto che tende ad accomunarli.

Da quando sono nata mi alleno a diventare guardiana della gemma del drago

A completare il titolo del progetto è invece una creatura carica di storia e simbologia come il drago, anch’essa foriera di spunti interessanti. Pur volendo tralasciare gli innumerevoli richiami a mondi fantasy di qualsivoglia natura, il drago è un elemento chiave nel già citato Kung fu Panda ed è il perno fondamentale di un’altra acclamata saga Dreamworks quale Dragon Trainer. L’idea poi che il ritrovamento della creatura mitologico-leggendaria sia la chiave necessaria a superare antiche divisioni fra popoli non può che riportarci a una decina di anni fa quando, sul pianeta Pandora, l’amato Jake Sully di Avatar diveniva Toruk Makto, riuscendo a riunire le tribù Na’vi e facendo la fortuna di un certo James Cameron.

Spalle comiche

Inquadrata la protagonista e delineato il suo ruolo all’interno della vicenda non resta che riflettere su un altro piccolo elemento suggeritoci dal teaser. Al fianco della giovane guerriera sarà infatti presente un compagno di avventure di tutto rispetto: il piccolo o gigantesco Tuc Tuc.

Anche in questo caso non è difficile inserire il personaggio nel contesto di una lunga e prospera tradizione di spalle comiche. Un ruolo da sempre molto delicato, spesso in equilibrio tra saggezza, amicizia e idiozia. Un ruolo fondamentale per alleggerire i toni della storia, regalare un sorriso al pubblico e talvolta fare emergere lati nascosti del protagonista. Difficile in questo senso stilare un preciso elenco delle migliori spalle che i film d’animazione ci hanno regalato nel corso dei decenni. Pensiamo al simpaticissimo e indistruttibilissimo Mushu, al dolce e bizzarro pupazzo di neve Olaf, al procione affamato Miko. E ancora l’elefante Tantor, le alci Fiocco e Rocco o lo svampito galletto HeiHei. Una vera e propria schiera comica, componente essenziale di ogni pellicola e strumento narrativo dalle molteplici funzioni.

Dalla tradizione alla novità

È ancora presto per esprimere pareri, troppo prematuro esporsi a favore o meno di un progetto ancora agli albori. Solo l’anno venturo saprà svelarci se Raya e l’ultimo drago riuscirà a conquistare il plauso di pubblico e critica. Per ora non possiamo che limitarci alla mera formulazione di ipotesi. È abbastanza chiaro che il nuovo film d’animazione Disney scelga di appoggiarsi a una tradizione cinematografica ben consolidata e nota al grande pubblico; tuttavia è lecito aspettarsi e sperare che i creatori di Raya abbiano utilizzato questi rimandi come una semplice base di partenza, trampolino di lancio per un progetto fresco e originale.

L’attesa è grande, le premesse incoraggianti, adesso non ci resta che attendere; e come si suol dire…ai posteri l’ardua sentenza.

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