I Gorillaz sono uno dei gruppi più eclettici di sempre. Hanno sempre portato avanti un ideale di musica fuori dall’ordinario. La band virtuale ha collaborato con gli artisti più particolari e interessanti del panorama musicale, e non solo, arrivando a livelli non percepibili da tutti. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Damon Albarn, ex leader dei Blur, ha dato vita a questo progetto. In occasione dell’uscita del nuovo album, la cartoon band ha lanciato il loro ultimo singolo Strange Timez, in collaborazione con il grande Robert Smith dei The Cure.

Song Machine

Il nuovo disco Song Machine, di cui fa parte Strange Timez, uscirà il prossimo 23 ottobre. Il tutto è stato annunciato in un post su Instagram (e dove, se no?).

La band britannica, dopo ore di suspense, ha infatti rivelato il progetto al quale sta lavorando: Song Machine è una serie audiovisiva, nata per promuovere nuovi pezzi della band di Damon Albarn. Composto da un numero indefinito di episodi, il progetto vanta una serie di ospiti.

Il mondo si muove veloce, e dobbiamo essere pronti. Non sappiamo chi verrà in studio la prossima volta. “Song Machine” si nutre dell’ignoto, nasce dal puro caos. Non importa cosa diavolo arriverà, ma siamo pronti a produrre come se non ci fosse un domani.

Song Machine è una sorta di metafora di quello che stiamo vivendo. Il mondo scorre velocemente e noi non sappiamo a cosa andiamo in contro. E’ quello che fanno i Gorillaz con il nuovo lavoro: collaborano con artisti senza avere la certezza di quello che stanno facendo. Prenodno quello che viene senza pensarci troppo e cercano di dare il meglio.

Una collaborazione “spaziale”

Certamente tutto l’album ci incuriosisce ma la nostra attenzione è stata catturata dal momento in cui è stata annunciata la collaborazione con uno degli artisti più gotici, misteriosi e geniali di sempre: il grande Robert Smith dei Cure. Quando il genio incontra l’altro genio non può uscirne qualcosa di negativo. Sicuramente le aspettative sono alte viste le capacità.

Il brano e il video vedono il gruppo britannico nello spazio a bordo di un camper-astronave. Mentre viaggiano per lo spazio, vedono il frontman dei Cure su satelliti e pannelli solari. Dai sound futuristici ma con quel tocco anni Ottanta alla Robert Smith, il brano parla dei tempi strani in cui viviamo e quale momento migliore per pubblicare un brano con questa tematica se non questo?

Spinnin’ around the world at night
Spin around in black and white
Spinnin’ around until the Sun comes up
Strange time to see the light.

Il videoclip inizia così: un camper-astronave diretto nell’iperspazio. Il viso di Smith non è palesemente evidente, se non fosse per gli occhi e per la bocca. Questi in primis appaiono sulla luna ricordando il Grande Fratello di Orwell e allo stesso tempo 2001: Odissea nello Spazio. Il video come il brano è ben fatto. A tratti ipnotici, Song Machine è la classica canzone in stile Gorillaz.

Ha dichiarato Albarn in un’intervista radiofonica:

Abbiamo registrato la traccia completamente via mail.

Anche Robert Smith in merito a ciò ha espresso un suo parere:

Mi è piaciuta tantissimo! Penso che sia un risultato eccellente. Ho sentito delle perturbazioni nella forza e ho pensato: “Meglio che mi metta al lavoro”.

Anche se il gruppo vive l’esperienza del nuovo progetto giorno dopo giorno, girano dei rumors in merito alle altre collaborazioni. I nomi citati non sono nomi qualunque: Beck, Elton John (il brano in collaborazione è stato pubblicato qualche giorno fa), Leee John, St. Vincent e molti altri. Visti i numeri e i nomi Song Machine sarà un album fuori dall’ordinario. Nonostante sembri tutto fatto al momento, l’album è stato studiato dalla prima all’ultima nota e il tutto è palesemente evidente.

I Gorillaz, come vent’anni fa, sono sempre stati avanti non solo dal punto di vista musicale ma anche dal punto di vista tecnologico. Pensateci, quale altra band ha creato un’intera carriera in versione cartoon? Albarn ha osato e ha fatto centro. Ha cambiato genere e si è messo in gioco con un genere completamente diverso da quello con cui ha esordito. Certamente l’ex frontman dei Blur si è circondato dei migliori musicisti del panorama internazionale e stessa cosa ha fatto oggi, a distanza di vent’anni, con Robert Smith. L’hype è sicuramente alto e sicuramente i Gorillaz ripagheranno quest’attesa con uno degli album migliori del 2020.

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