Di recente è nato un interesse verso un nuovo modo di finanziare progetti e idee: il crowdfunding. Una soluzione adatta ad aziende o organizzazioni che hanno bisogno di capitali, ma non ne hanno o hanno difficoltà a reperirne per l’applicazione di modelli di rating (ad esempio). L’applicazione del rating ha infatti limitato l’ottenimento di finanziamenti da parte di piccole-medie imprese e start-up per mancanza di solide strutture aziendali, per mancate garanzie, o semplicemente per l’immaterialità dei progetti (essendo appunto innovativi).

Alla difficoltà nel raccogliere capitali si aggiunge il continuo avanzamento dei social media. Le frequenti interazioni, così come il facile scambio di informazioni e la trasparenza, hanno permesso e stanno tuttora permettendo la realizzazione di una relazione di fiducia tra gli utenti. Il Crowdfunding è frutto della nostra società, la società 2.0, che si fonda sulla filosofia del “tutti devono avere un’opportunità”.  Pertanto non stupisce il fatto che, se ben utilizzato, permetta la realizzazione di un sistema meritocratico. Di conseguenza è tra i più usuali modelli di finanziamento collettivo in America, in particolare per attività imprenditoriali innovative. La situazione è diversa in Italia, dove il fenomeno non solo stenta a crescere per ragioni culturali, ma per una vera e propria diffidenza a riguardo.

Veramente innovativo?

Nonostante stia ottenendo riconoscimenti solo recentemente, la prima raccolta fondi realizzata attraverso il finanziamento collettivo (civic crowdfunding) è stata realizzata nel 1884.
Quando i francesi inviarono la Statua della Libertà, i fondi stanziati dal Comitato per la realizzazione del piedistallo di sostegno della statua erano insufficienti, ostacolandone l’innalzamento.
Seppur la raccolta fondi fosse già iniziata nel 1882, le offerte ricevute non furono sufficienti: non raggiungevano l’obiettivo sperato per il giorno della consegna.
Joseph Pulitzer, noto giornalista ed editore, che all’epoca lavorava presso il New York World, esortò la cittadinanza newyorkese a finanziare il progetto. La sua idea fu di offrire ai cittadini, in cambio delle donazioni, la pubblicazione sul giornale dei nomi di chiunque avesse fatto un’offerta.
In soli sei mesi si raggiunsero ben 100 mila dollari.
Cosa c’è d interessante in questa storia?
Quasi l’80% dei cittadini aveva finanziato il progetto con meno di un dollaro.

Quali piattaforme cercare?

Nonostante sia possibile riscontrare esempi nel passato, il fenomeno resta recente e le sue radici affondano alla seconda metà degli anni Novanta. Le prime forme sono vere e proprie beneficienze. Mentre i primi micro-prestiti vengono erogati per la prima volta attraverso le più note piattaforme di crowdfunding: Kickstarter e Indiegogo.

Kickstarter nasce il 28 aprile del 2009 e da allora supporta progetti creativi che vanno dall’industria videoludica a quella cinematografica passando per spettacoli teatrali e imprese agroalimentari. Sostenendo più di 50’000 idee, ha permesso di realizzare una community e generare progetti di successo che non avrebbero ottenuto la fiducia sufficiente per partire, sconfiggendo l’élite del mondo della cultura. 

La nostra missione è quella di contribuire a dare vita a progetti creativi. Crediamo che l’arte e l’espressione creativa siano essenziali per una società sana e dinamica, e che lo spazio per crearle abbia bisogno di essere protetto.

(Dalla mission di Kickstarter)

A livello operativo, la commissione di Kikstarter varia dal 3% al 5%. A differenza di piattaforme web quali Patreon (le donazioni vengono fatte tramite abbonamento), le donazioni vengono effettuate una tantum. I periodi di attesa per prelevare i fondi sono più brevi presso Kickstarter (14 giorni) rispetto alle 3 settimane di Indiegogo. Quest’ultima è tra le più note piattaforme di crowdfunding.

Nata nel 2008, Indiegogo ha contribuito da allora a più di 800.000 progetti e 19.000 idee al mese. La comunità di Indiegogo si compone di 9 milioni di persone in 235 paesi diversi a sostegno delle idee più innovative e accattivanti.

La nostra missione è consentire alle persone di unirsi attorno alle idee che contano per loro e insieme darle vita.

(Dalla mission di Indiegogo)

Continua nella seconda parte dell’articolo.


FONTI

crowdfunding

crowdfundingbuzz

European Commissione

Kickstarter

Indiegogo

CREDITS

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