L’adolescenza è uno dei periodi più complessi di un individuo. Insicurezze, paure, odio verso se stessi. Certamente non è tutto buio, ci sono momenti indimenticabili, le prime esperienze, l’inconsapevolezza, lo stare senza pensieri e poche responsabilità. Di certo non per tutti il periodo adolescenziale è stato così. C’è chi ha scoperto le proprie insicurezze ma, nonostante l’entrata nella fase matura, non riesce ancora a liberarsene. La cosa che più preoccupa è che la maggior parte ha paura di parlarne, come se le proprie insicurezze fossero motivo di vergogna.

Di queste tematiche ne ha parlato Caparezza nel brano Una chiave, contenuta nell’album Prisoner 709 pubblicato nel 2018. Il brano, uno di quelli che ha riscosso più successo del disco, parla dell’incontro del rapper con il se stesso da bambino. Si immedesima spirito guida che aiuta quel bambino a combattere le sue insicurezze. Alla fine del brano però, arriva alla conclusione che in realtà chi non si è liberato delle sue insicurezze è proprio lui.

Facendo un’analisi del testo si può dedurre che quella del protagonista del brano, è pura convinzione del fatto che pensa di essersi liberato di quelle paure che lo tormentavano da piccolo ma che in realtà non è così. È come se provasse vergogna ad affermare che queste problematiche ci siano tutt’ora.

Il segreto è trovare una chiave giusta

Il brano parte con il riconoscimento. Caparezza descrive se stesso da piccolo dalle sembianze. Queste vengono descritte non solo da un punto di vista estetico ma anche dai piccoli gesti.

Ti riconosco dai capelli, crespi come cipressi
Da come cammini, come ti vesti
Dagli occhi spalancati come I libri di fumetti che leggi
Da come pensi che hai più difetti che pregi

Il peso delle responsabilità

Di solito il motivo principale delle proprie insicurezze è dovuto da fatti ed eventi che hanno segnato l’individuo. Questi possono essere gravi o meno gravi, poco importa. Il peso è soggettivo, dipende dal protagonista e da come questo viene influenzato.

Le spalle curve per il peso delle aspettative
Come le portassi nelle buste dela spesa all’Iper
E dalla timidezza che non ti nasconde perché ha il velo corto

L’immedesimazione

Il protagonista sa come si sente quel bambino insicuro. Questo è uno dei punti focali della canzone poiché il protagonista si immedesima in quel bambino e ci fa capire che in realtà è lui.

So che siamo tanto presenti quanto distanti
So bene come ti senti e so quanto ti sbagli, credimi

L’autoconvinzione

No, non è vero
Che non sei capace, che non c’è una chiave

Nel ritornello siamo di fronte a un bivio: il protagonista si rivolge al bambino o si è autoconvinto che quel bambino insicuro è ancora presente nonostante l’età adulta?

L’isolamento e il giudizio degli altri

Chi dice che il mondo è meraviglioso
Non ha visto quello che ti stai creando per restarci
Rimani zitto, niente pareri
Il tuo soffitto, stelle e pianeti
A capofitto nel tuo limbo, in preda ai pensieri
Procedi nel tuo labirinto senza pareti

Uno dei fattori che contribuisce alle nostre fobie interiori è l’opinione degli altri. E’ come se ci vergognassimo di ogni nostra azione e che l’opinione di qualcuno esterno a noi manipolasse i nostri gesti e i nostri pensieri.

La presa di coscienza

Arrivati a questo punto il protagonista prende coscienza del fatto che in realtà quel bambino vive ancora in lui. In un certo senso il ruolo che voleva assumere il protagonista era quello di una sorta di guida spirituale per il bambino. A quanto pare, la guida serve più a lui poiché non è riuscito a sconfiggere quei timori che lo turbano.

Potessi apparirti come uno spettro lo farei adesso
Ma ti spaventerei perché sarei lo spettro di me stesso
E mi diresti: “Guarda, tutto apposto
Da quel che vedo, invece, tu l’opposto
Sono sopravvissuto al bosco ed ho battuto l’orco
Lasciami stare, fa uno sforzo, e prenditi il cosmo
E non aver paura che”

Tutti abbiamo i nostri timori e le nostre paure. A volte si pensa di averli superati ma basta un minimo e l’insicurezza ritorna. Non si sa se il brano di Caparezza sia autobiografico. Sicuramente la maggior parte di noi si è rispecchiato in questa canzone. Secondo gli esperti il modo migliore per combattere questi timori è il parlarne con qualcuno senza vergognarsi: sarà davvero così?

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