I millennials si stanno rivelando consumatori molto diversi rispetto alle vecchie generazioni. La differenza delle scelte dei giovanissimi per quanto riguarda i consumi è dettata per la maggior parte da una predisposizione più attenta alla spesa. La generazione Y è cresciuta nell’epoca dell’incertezza economica, con lo spettro dell’inquinamento, dell’invasione della plastica e dei cambiamenti climatici. La rivoluzione tecnologica ha in qualche modo costretto i millenials ai tempi veloci e a prediligere tutto ciò che è portata di click. Si aggiunge che i giovani d’oggi sono per lo più precari e poveri, vittime della disoccupazione e della crisi economica: in particolare, secondo uno studio del Guardian, la “ricchezza” dei millennials italiani appare tra le più basse.

  1. Più car sharing, trasporti pubblici e automobili usate. Per un millennial che ha da poco iniziato a lavorare in genere è molto difficile poter acquistare e mantenere un’automobile nuova e di proprietà. Inoltre le nuove generazioni sono attente all’inquinamento: soprattutto se si vive in grandi città, i trasporti pubblici non sono poi così scomodi, così come i servizi di car sharing.
  2. Più streaming, meno TV via cavo. La maggior parte dei giovani non guarda più la TV, preferendo abbonarsi a piattaforme streaming come Netflix. Decidere quando e dove vedere un film o una serie tv è di gran lunga meglio che accontentarsi della selezione limitata offerta dalla TV, che propone programmi e film non sempre di qualità e solo in determinati momenti della giornata.
  3. Più musica e film on-line, meno cd e dvd. La vendita di cd e dvd è crollata esponenzialmente negli ultimi anni. I nativi digitali sanno dove fruire musica e film gratuitamente o ad un costo esiguo (più o meno legalmente, s’intende).
  4. Più acquisti online, meno centri commerciali. La vendita online permette una selezione più ampia, a portata di click e con consegna a domicilio. I grandi magazzini sono spesso confusionari e invogliano meno all’acquisto. Alcuni giovani preferiscono sicuramente ancora location fisiche, tra questi molti provano un capo per poi decidere di acquistarlo online, dove i prezzi sono più vantaggiosi.
  5. Più convivenze, meno matrimoni. Oggi i matrimoni under 25 sono limitatissimi e assolutamente low cost. Perché spendere tanti soldi in un matrimonio, quando non bastano neanche per una casa di proprietà, per giunta con il rischio di incorrere in futuro nelle spese di un eventuale divorzio? In questo senso i giovani preferiscono – ma lo impongono anche le ristrettezze economiche – un periodo iniziale di convivenza, dopodiché si vedrà.
  6. AirBnb, Bed&Brekfast e ostelli, meno hotel. I millennials rinuncerebbero a tutto ma non ai viaggi, numerosi ma rigorosamente low cost: per questo preferiscono adattarsi ad alloggi meno confortevoli e spartani. In particolare, gli ostelli consentono loro di mettersi in gioco e di conoscere nuove persone. Amano i servizi di sharing economy, che consentono loro non solo un notevole vantaggio economico, ma anche esperienziale.
  7. Più esperienze, meno oggetti materiali. I giovanissimi preferiscono di gran lunga spendere denaro in avventure ed esperienze. Sempre più spesso si scambiano tra loro regali non materiali: un viaggio, un biglietto aereo, una cena, un carnet di biglietti per il teatro o per il cinema… i millennials credono fortemente nelle esperienze sociali. Immaginano una vita in cui riuscire a conciliare tempo libero e lavoro, in modo tale da non farsi mancare tempo di qualità da dedicare alla propria crescita e formazione personale.
  8. Più condivisione meno individualismo. Le nuove generazioni sono meno individualiste delle precedenti, attribuiscono grande importanza alle iniziative sociali perché in grado di formare valori, meno importanza alle esperienze individuali e che portano ad un mero vantaggio personale. Questo aspetto è molto importante anche in ambito lavorativo: i giovani ricercano un lavoro che non sia una mera fonte di guadagno, ma un ambiente stimolante e di crescita con una maggiore fluidità tra vita privata e lavoro.
  9. Più prodotti naturali e a km zero meno prodotti industriali. Risulta che i millennials prediligano più delle generazioni precedenti alimenti freschi, biologici e naturali. Sono attenti alla salute, per cui ricercano per lo più cibi a basso contenuto di zuccheri e grassi. Frequentano meno i fast food, prediligendo locali in cui si deve cibo semplice, genuino e rigorosamente a basso costo.
  10. Più fiducia alle aziende responsabili. I giovani di oggi sono molto attenti all’ambiente e preferiscono la green economy. Premiano le aziende socialmente responsabili con cui possono entrare in contatto e che ritengono autentiche.

Differentemente da quanto comunemente si crede, sembrerebbe dunque che, quando si parla di consumi, le scelte dei millennials siano frutto di riflessioni critiche e ben consapevoli, anche in misura maggiore rispetto alle generazioni che li precedono.