È il 9 Gennaio 2007 quando Steve Jobs, cofondatore e amministratore delegato di Apple Inc., presenta al MacWorld di San Francisco il primo iPhone. Il melafonino, che diventerà simbolo della quotidianità dell’uomo moderno, viene annunciato così:

“Di tanto in tanto arriva un nuovo rivoluzionario prodotto che cambia ogni cosa. […] Chi riesce a lavorare alla creazione anche di uno solo di essi può davvero dirsi fortunato. […] Un Ipod, un telefono e un dispositivo di comunicazione Internet. Avete capito bene? Non si tratta di tre prodotti distinti. Ma di un solo prodotto. E lo abbiamo chiamato IPhone. Oggi Apple reinventa il telefono.”

L’iPhone di prima generazione

Il 10 Settembre 2019, circa dodici anni dopo l’uscita del primo modello e otto dopo la morte di Jobs, iPhone si rinnova nel dispositivo numero undici. Ed ancora una volta si conferma come il top gamma fra i dispositivi sul mercato. Eppure, la storia di come un oggetto di nicchia è poi diventato il prolungamento del braccio umano, è sorprendente.

All’annuncio del primo melafonino, infatti, le reazioni del pubblico furono tutt’altro che positive. Famosa fu quella di Steve Ballmer: l’informatico ed in seguito CEO della Microsoft derise l’alto prezzo di iPhone. Affermò che non avrebbe conquistato i consumatori a causa della mancanza di una tastiera fisica. Lo liquidò con queste parole: “Non ci sono speranze che l’iPhone possa guadagnare fette significative di mercato“.

Eppure, nel settembre dello stesso anno Apple aveva già raggiunto la soglia di un milione di pezzi venduti. Ma quale fu la determinante del successo, forse, non è rintracciabile nelle specifiche tecniche e neppure nel design innovativo. Quanto più nell’enorme opera di marketing messa in atto dall’azienda di Cupertino.

Gran parte del merito va riconosciuto proprio alla bravura di Steve Jobs, il quale, all’epoca del lancio, insistette nel presentare il telefono in live e non con un video pre-registrato. Poi, come in tutte le rivoluzioni, anche tempismo ed un pizzico di fortuna giocarono la propria parte. È noto che nei giorni precedenti all’evento lo smartphone presentasse numerosi problemi. Fra quelli di carattere tecnico vi era, sicuramente, la presenza di bug che costringevano il cellulare a riavviarsi costantemente. Vi era inoltre la scarsa capacità di svolgere più funzioni contemporaneamente, il cosiddetto multitasking, che doveva essere una funzione di spicco del device. Ma soprattutto il melafonino pareva impossibilitato a permettere una conversazione telefonica, causa la totale mancanza di linea. Fu per questo che gli ingegneri dovettero fingere la presenza delle cinque tacche sullo schermo. Nonostante ciò, tutto quel giorno filò liscio, e la presentazione passò alla storia annoverata come epica.

Steve Jobs durante la prima presentazione dell’iPhone

La dinamica del marketing divenne auto-rinforzante: grazie ad iPhone era possibile avere una connessione dati ad internet sul cellulare. Questo portò grandi colossi quali Google, Facebook ed Amazon a disposizione di chiunque con un click. E quanto più essi crebbero, tanto più pubblicizzarono l’uso dello smartphone nel quotidiano. Ed il concetto fu ben afferrato da Apple che iniziò a far evolvere i cellulari di pari passo con i bisogni dei possessori. Fu con l’aggiunta della fotocamera interna e l’aumento della sua risoluzione che ebbe inizio l’era dei selfie. E con l’avvento di foto ultra-definite condivisibili in pochi secondi social network come Instagram divennero di fama mondiale.

Steve Jobs, durante l’evento del 2007, in riferimento all’iPhone disse: “Ha tutto ciò che vogliamo. E tutto nel dispositivo. E ci ha permesso di creare applicazioni e rete all’altezza di un computer da tavolo.”. Ne era convinto. Sapeva di aver creato qualcosa che avrebbe cambiato per sempre il nostro modo di vivere la comunicazione, il lavoro ed il tempo libero.

Egli spiegò poi che il melafonino poteva essere definito cinque anni in avanti rispetto agli altri cellulari, e presto o tardi tutti dovettero rendergliene atto. Perfino Steve Ballmer si mostrò ricreduto sulle sue precedenti dichiarazioni: “Non ho considerato il business innovativo di Apple” riferì poi. E ciò che intendeva fu l’aver sottovalutato l’ampia conoscenza di marketing della Apple, la quale aveva ammortizzato il costo elevato del telefono con l’introduzione di rate sulla bolletta telefonica.

Jobs aveva sicuramente compreso il potenziale della sua creazione, ma sfortunatamente non ha potuto verificarne gli effetti personalmente. C’è chi l’ha sempre demonizzata e chi invece ci ha costruito una carriera sopra. Basti pensare alla nascita delle numerose fashion blogger il cui lavoro sarebbe inesistente senza l’utilizzo dello smartphone. Fra lo scontro delle due visioni ciò che ne emerge è l’impatto che questo piccolo dispositivo ha avuto sulle nostre vite. E a sentire Tim Cook, nuovo CEO di Apple: “Il meglio deve ancora venire“.