Che sia il periodo più felice della propria vita o il peggiore, difficilmente un vero amante della musica lo vivrà senza di essa. Non è per una semplice esigenza di avere qualcosa che faccia da contorno: la musica diventa davvero una protagonista e pertanto agisce come tale, attua dei cambiamenti. Si potrebbe quindi parlare di rock therapy, dell’utilizzo che ne si può fare come vera e propria “medicina dell’animo”.

Già qui si era parlato della funzione che la musica può assumere come vera e propria auto-regolatrice. Attraverso intricati meccanismi, una canzone può davvero salvarci la giornata, oppure chiaramente peggiorarla. Non è quindi una diceria, o fantascienza. Seguendo questo filo di pensiero, pertanto, non sarebbe utopistico pensare di poter cambiare consistentemente il proprio umore attraverso l’utilizzo specifico di alcune playlist studiate ad hoc. Sì, un po’ come una medicina.

Ed è proprio questo che ha fatto Massimo Cotto. Noto giornalista, scrittore, autore, conduttore di programmi radiofonici e televisivi: si parla insomma di un grande conoscitore di musica. E chi meglio di lui avrebbe potuto riuscire in una tale iniziativa? Nel 2017 ha visto la luce il libro Rock Therapy. Rimedi in forma di canzone per ogni malanno o situazione, edito da Marsilio.

Questo è, sì, un libro, ma un libro che porta avanti una grande idea, quasi un progetto: cioè che sia effettivamente vero che la musica possa salvare la vita.

Copertina del libro Rock Therapy

Da questa forte convinzione, prendono vita le varie sezioni, suddivise in base alle diverse esigenze del lettore. I capitoli principali che fanno capo ai vari sottocapitoli sono tre: Mal d’essere, Mal di stagione e Mal di giornata. Da questi si snodano, poi, le varie playlist, scritte e descritte nero su bianco. Grande peculiarità e grande punto di forza di queste liste di canzoni è la varietà: si possono ritrovare stili diversi, generi molto diversi tra loro che coesistono a poche battute di distanza, ma soprattutto motivazioni diverse. L’inserimento in una lista può essere dato dalla sonorità, ma anche dal testo o dall’atmosfera che un pezzo crea. Il risultato è un assortimento incredibile all’insegna della più totale eterogeneità.

Nell’introduzione, dove spiega cosa ha cercato di fare effettivamente, lo stesso Cotto ha scritto:

Quello che spero emerga, alla fine, non è solo un compendio delle tracce fondamentali del nostro rock quotidiano, ma anche un atlante emozionale, un mosaico di suoni, parole e sensazioni che scaturiscono dagli ascolti. Una guida molto personale, che ognuno può ovviamente interpretare a piacimento, individuando assonanze e affinità elettive con i brani che propongo. Non solo: ad aprire ogni playlist ho inserito frammenti di altre espressioni artistiche, perché una citazione da un film, una frase, i versi di una poesia, un aforisma possono creare un benefico cortocircuito. E non è casuale che le epigrafi siano aliene al rock: è dallo scontro di medicinali che a volte nasce il benessere.

L’obiettivo non è, quindi, quello di diffondere un manuale sulle canzoni più belle suddivise per tematica. L’idea di fondo è proprio quella di creare una guida, un ricettario. È proprio un modo per utilizzare la musica come una vera medicina: a uno specifico malanno corrispondono delle indicazioni da seguire.

C’è una sezione dedicata al mal d’amore, ma anche al mal di gola, all’influenza, all’insonnia. Ce ne sono altre adibite al buon umore per svegliarsi bene, altre per favorire la concentrazione, per non smettere di sognare, per respirare meglio. E così via, creando un mosaico di emozioni umane, un percorso di vita. Il tutto è poi condito, spesso e volentieri, da qualche aneddoto sul pezzo inserito o sugli artisti.

Sembra quasi incoraggiante pensare che determinate emozioni non siano solo proprie. Quando il mondo sembra caderci addosso, è consolante pensare di avere un “medicinale” per rimediare. E, vista l’esistenza di tale medicinale, che effettivamente qualcuno sia sopravvissuto a un’esperienza simile. Del resto, è ancora più incoraggiante il pensiero di avere la potenziale cura per ogni cosa proprio a portata di mano, tra la sezione “Musica” del proprio smartphone.