C’era una volta il Fantabosco. Un regno di fate, streghe, folletti e creature magiche, con un punto di ritrovo: un Chiosco dove gustare bibite squisite e, naturalmente, ascoltare le storie della Melevisione.

Nel 1999 comincia su Rai 3 uno dei programmi per bambini più famosi della televisione italiana, nata da un’idea di Mela Cecchi e Bruno Tognolini: la Melevisione.
1700 puntate, 250 canzoni, 754 filastrocche.
Per vent’anni abbiamo conosciuto personaggi memorabili: da Lupo Lucio a Strega Varana, dai tre fratelli Gnomi a Genio Abù Zazà. Personaggi che ogni bambino, stoicamente collegato ogni giorno dopo la scuola, ricorderà ancora con un sorriso.
Ebbene, chi può dire oggi di non aver pianto quando l’amato folletto Tonio Cartonio ci salutò e lasciò il Fantabosco? O di non essersi commosso (magari di nascosto dalla mamma) al momento del bacio tra Fata Lina e Milo Cotogno? Come non menzionare poi quel tragico 11 settembre 2001, quando il rimprovero di Tonio Cartonio a Principessa Odessa venne improvvisamente interrotto da una notizia che avrebbe cambiato il corso della storia.

Abbiamo imparato a dire Accipigna ma poi, inevitabilmente, siamo cresciuti. Molti di noi erano già troppo grandi quando Melevisione si spostò dai Rai 3 a Rai YoYo. Ancora più grandi quando trasmise le nozze e l’incoronazione di Principe Giglio e Principessa Odessa.

Nel 2015, con la diciassettesima stagione, Melevisione finisce e un po’ del bambino di Città Laggiù, cresciuto a pane e cartoni, se ne va con lei.

Vent’anni di Melevisione

Il 18 gennaio 2019, in occasione del ventesimo anniversario della prima messa in onda, Rai YoYo trasmette una maratona di 13 episodi della Melevisione, dalle 21:05 alle 2:15. Davanti allo schermo si ritrovano anche alcuni degli attori della serie. Ci sono Lorenzo Branchetti (Milo Cotogno), Danilo Bertazzi (Tonio Cartonio), Paola D’Arienzo (Fata Lina), Guido Ruffa (Lupo Lucio), Diego Casalis (Orco Manno), ma anche autori e registi.

Lorenzo Branchetti, che con il personaggio di Milo ha passato circa undici anni di vita, avvia una lunga diretta Instagram. In poco tempo, #Melevisione diventa trend mondiale su Twitter, e quando Fata Lina bacia Milo in diretta (si, chiamiamoli con il nome dei loro personaggi), il web impazzisce.

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La reunion negli Studi Rai di Torino

Le celebrazioni non finiscono qui. Sempre Lorenzo Branchetti annuncia tramite Instagram l’avvio di una mostra dedicata ai vent’anni della Melevisione. Il percorso espositivo, a cui si accede gratuitamente previa prenotazione, apre a Torino nel centro di produzione Rai di Via Verdi, sabato 26 ottobre alle ore 14.

Come poteva Lo Sbuffo, il giornale dei Millennials per i Millennials (quei millennials che non vedevano l’ora di tornare a casa da scuola per sintonizzarsi su Rai 3), mancare alla sua inaugurazione?

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Alla mostra si accede salendo una lunga rampa di scale. Sulle pareti sono appese fotografie e filastrocche, che raccontano la storia del programma televisivo dal 1999 a oggi. Ci sono anche sagome in cartone dei personaggi principali, con cui è possibile fare qualche scatto prima di entrare nel vivo del percorso.
I visitatori hanno dai vent’anni in su. Si contano sulle dita di una mano le famiglie con bambini. La Melevisione è stata nostra e nostro è oggi il diritto di commuoverci.

All’ultimo piano dell’edificio si entra nel vivo dell’esposizione. Sulla destra c’è una piccola sala cinematografica, dove vengono proiettate alcune delle 1700 puntate realizzate. Casualmente, entriamo proprio mentre viene trasmesso l’episodio dell’addio di Tonio Cartonio, Un folletto partirà. Qualcuno di noi è in grado di ricordare pure le parole dell’ultimo saluto del “folletto bibitiere” ai bambini di Città Laggiù.

La mostra raccoglie poi costumi, oggetti di scena, nonché fogli e libri colorati di cui ben impressa nella memoria è la grafia, rigorosamente in corsivo. Sono presenti anche parti dei vari set: l’intero Chiosco, con la famosa televisione funzionante a mele; la cucina di Cuoco Basilio, i sigilli di Re Quercia e il calderone della strega.

Ad accogliere i visitatori è Mussi Bollini, vicedirettrice di Rai Ragazzi e artefice del programma. Ci saluta con il sorriso sulle labbra e ci introduce alla mostra. Le chiediamo il motivo dell’assenza dell’antro di Strega Varana e di Radio Gufo, la radiolina a cupolina che trasmetteva agli abitanti del Fantabosco “il gufonotiziario”.

Abbiamo donato l’antro al museo della Fantascienza di Torino. E Radio Gufo? Quello è da anni a casa mia a Roma.

Proprio quella casa dove, quel 18 gennaio 2019, si ritrovano attori ed autori per guardare insieme i tredici episodi scelti per la maratona.
Sono in molti a chiedere a Mussi perché il programma sia stato interrotto. “Ragazzi, abbiamo fatto 1700 puntate!” risponde. Ciò che la vicedirettrice sottolinea è come effettivamente la televisione per ragazzi sia andata incontro a numerosi cambiamenti. Un programma come Melevisione oggi, di fronte all’avanzata di Internet e cartoni animati di altro tipo, sarebbe forse inattuabile.

La pensano allo stesso modo gli attori, che accedono alla mostra uno dopo l’altro, chi da solo, chi in compagnia di amici o parenti. Carlotta Iossetti, altrimenti nota come Principessa Odessa, non sembra invecchiata di un giorno e, tra una fotografia e l’altra, mostra al proprio compagno gli oggetti di scena da lei ai tempi adoperati.

Danilo Bertazzi, noto ai più come Tonio Cartonio che Cuoco Danilo, ha parole di rimprovero nei confronti dei bambini che trascorrono il tempo tra cellulare e YouTube.
A quei bambini di ieri, invece, ha ancora tanto da offrire, e si presta a scatti in cui agita le bottiglie della sua famosa Scivolizia.
Quante volte ci siamo chiesti di cosa sapessero le bibite colorate del chiosco di Tonio? Mamme accorse alla mostra con figlie ventenni al seguito dichiarano di aver provato a emulare il folletto nella creazione delle bevande colorate. Con scarsi risultati, ovviamente.

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Guido Ruffa, “Lupo Lucio”

Lorenzo Branchetti è un ottimo cantante e, a differenza del suo compagno folletto, non smette di canticchiare le melodie cult del programma.
Arrivano Guido Ruffa (Lupo Lucio, nonché voce di Radio Gufo), Diego Casalis (Orco Manno) e Olivia Manescalchi (Linfa), accompagnata dai fratelli in scena Ronfo e Lampo, interpretati rispettivamente da Giancarlo Judica Cordiglia e Lorenzo Fontana. Non mancano nemmeno Paola D’Arienzo (Fata Lina) e Diego Casale, l’imponente Re Quercia.

È bello vedere come i primi a commuoversi una volta entrati negli Studi siano proprio loro, gli attori, che si abbracciano, si scambiano saluti affettuosi e ringraziano i loro fan, quei bambini per cui un tempo sono stati modelli indiscussi o primi amici.

Licia Navarrini, una Balia Bea senza la memorabile cuffietta bianca, ha le lacrime agli occhi mentre le chiediamo una fotografia.

Senza di voi non sarebbe stato possibile nulla di tutto questo. Eravate un po’ più piccoli… Posso abbracciarvi?

Come non dirle no?

Quando lasciamo la mostra restiamo a lungo in silenzio. È come se un grande pezzo di infanzia, quello che ognuno di noi porta nascosto in fondo al cuore, fosse tornato improvvisamente alla luce. Fa male e si piange perché alla fine occorre uscire dal Fantabosco per rimettere piede nel mondo reale.

“I vent’anni della Melevisione” non vogliono essere, però, solamente una ben riuscita operazione nostalgica. Sono un omaggio a una televisione buona, formativa, che continua a incantare grandi e piccini.
Una dimostrazione che, nonostante Tonio Cartonio, Linfa, Ronfo, Fata Lina, non siano oggi i nostri compagni di viaggio, un po’ di fiaba la si può trovare anche a Città Laggiù.


La mostra “I vent’anni della Melevisione” è aperta da sabato 26 ottobre a domenica 3 novembre. Si accede gratuitamente inviando una mail a yoyotorino@rai.it

FONTI
Mole24
Repubblica
Melevisione.rai.it
Rai Yo Yo

CREDITS
Copertina a cura dell’autrice
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