Nelle ultime settimane l’attenzione dei media si è focalizzata molto sull’aumento dell’IVA, ma cosa significa effettivamente?

Ogni nazione funziona un po’ come un’impresa; a fine dell’anno fiscale deve redigere un documento, la legge di bilancio, per definire le spese dell’anno futuro e da quali entrate queste spese verranno coperte. Nel caso in cui queste previsioni si rivelassero inesatte e le entrate si dimostrassero inferiori di quelle pronosticate, si ha un’insufficienza di denaro definita buco di bilancio. Per evitare che le spese decise rimangano senza copertura, vengono fatte scattare le cosiddette ‘clausole di salvaguardia’. Esse sono delle clausole all’interno della legge di bilancio che garantiscono la copertura del buco.
Nella legge di bilancio 2019 si è creato un buco di circa 23 miliardi che deve essere necessariamente risolto: o con l’aumento dell’IVA e delle tasse; oppure con la diminuzione delle uscite, ossia tagli alla spesa pubblica.

I punti chiari

Si stima che la manovra fiscale 2020 avrà un impatto di circa 30 miliardi di euro. I punti più definiti della legge di bilancio riguardano delle piccole e poco ambiziose riforme nella sanità, nella riduzione del cuneo fiscale, nella determinazione di un salario minimo e nel così definito ‘piano famiglia’.

La proposta viene dal Ministro della Salute, Roberto Speranza (LeU). Dal prossimo anno i ticket sanitari verranno definiti in base al “reddito familiare equivalente” (quanto, cioè, un nucleo familiare guadagna diviso il numero dei componenti). Questo creerà una progressività di prezzo dei ticket sanitari che, anche se per la stessa visita, avranno costi più alti per coloro con un reddito familiare equivalente più alto. Sarà eliminato l’ormai contestatissimo “super-ticket” da pagare sulle prestazioni specialistiche, mentre si manterranno tali le soglie di esenzione. Queste sono la garanzia per una specifica fascia di popolazione con un reddito molto basso di non dover pagare alcun ticket per accedere alle cure.

Il nuovo Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri (PD), esclude l’aumento dell’IVA tra le possibili coperture per le manovre del taglio del cuneo fiscale (cioè la diminuzione della tassazione in busta paga per i lavoratori con reddito inferiore ai 26mila euro lordi l’anno) e del salario minimo, il quale, al fine di garantire una giusta retribuzione, è fissato a 9 euro all’ora).

Il “Piano famiglia” è forse la vera ventata di novità che questa manovra tenta di portare. Riguarda principalmente il sociale e la possibilità di una donna di avere sia dei figli che una carriera. Non è una mossa costosa e riguarderebbe principalmente l’accesso a costi bassi agli asili nido, alla possibilità per il padre di prendersi un congedo dal lavoro al pari della madre e alcuni sgravi fiscali.

Le entrate: contrasto all’evasione

Ma da dove arriveranno i soldi necessari a questa manovra? Oltre alla tassazione classica, il Governo Conte Bis fa della lotta all’evasione fiscale il suo fiore all’occhiello; stima infatti di reperire circa sette miliardi. Questi per Brunetta (FI) non sarebbero così facilmente calcolabili, anche se Conte rimane positivo, credendo di poter arrivare a 12,5 miliardi.

La lotta si farebbe con le carte di credito, incentivandone l’uso attraverso la diminuzione delle aliquote dell’IVA. Semplificando, si abbasserebbe la percentuale di IVA da pagare su un determinato prodotto: dal 4% all’1% per i prodotti di primaria importanza (generi alimentari e prodotti per l’agricoltura), dal 10% al 7% per beni e servizi del settore turistico (alberghi e ristoranti), farmaci e alcuni prodotti alimentari. Invece rimarrebbe fissa al 22% l’aliquota IVA ordinaria. Promuovendo l’uso del POS, si promuove l’impiego dei pagamenti tracciabili. Questi vengono autonomamente registrati e risultano allo Stato, contrastando così il pagamento in nero. Ma non solo: ad uno sconto per chi usa la carta credito corrisponde un aumento di un punto percentuale per chi continua a utilizzare i contanti (ben 5 dei 7 miliardi proverrebbero appunto da questo aumento).

Le entrate: tasse e IVA

Nuove tasse, da un miliardo e mezzo, sarebbero introdotte sull’uso della plastica per disincentivarne l’utilizzo e riduzioni delle agevolazioni fiscali dannose per l’ambiente per 1,8 miliardi. Due miliardi proverrebbero da tagli alla spesa pubblica.

Le previsioni porrebbero l’equilibrio di bilancio, ovvero il momento in cui uscite ed entrate danno somma zero, per il 2022, quantificherebbero una crescita dello 0,6% e farebbero calare il debito pubblico meno rapidamente (contestualmente alla scelta di mantenere attivo il reddito di cittadinanza).

La cosa più importante che traspare da questa manovra è la sterilizzazione dell’IVA. Per il resto, il governo ha preferito prima mettere in ordine i conti lasciati dalla precedente legislatura per rimandare ai prossimi anni delle manovre più ambiziose e meno sicure,. Lo stesso Conte ha affermato, al termine del Consiglio dei ministri, che ha approvato le nuove operazioni economiche riguardanti i conti pubblici.

Non si fermano comunque le contestazioni da parte dell’opposizione, con la Lega di Salvini che lamenta il fatto di non aver visto, nel disegno della legge di bilancio, gli stanziamenti per le forze dell’ordine. Nonostante il recente scandalo che lo ha riguardato, circa il non aver pagato gli straordinari ai poliziotti della sua scorta durante il suo ufficio al Ministero degli interni lungo tutta la penisola, ha comunque condiviso sui social un progetto di legge che riguarda l’assegnazione del 5×1000, che lo stato devolve ad enti di interesse sociale, volontariato e ricerca scientifica, alle forze dell’ordine. Anche dall’interno della maggioranza, Renzi con Italia Viva rimane scettico sull’effettivo congelamento dell’IVA. Una manovra, quindi, con poco spazio di gioco che non si promette di risolvere in un anno tutti problemi dell’Italia, ma piuttosto di fare una tabula rasa sulla quale creare le fondamenta per una rifioritura futura.

CREDITS

Copertina