Nell’Ottocento, l’Impero austriaco è stato per lungo tempo la maggiore potenza in Europa e, solo in seguito alla scelta della cosiddetta Kleindeutsche Lösung (ovvero la soluzione piccolo-tedesca), iniziò a perdere potere. Con questa decisione la Confederazione escludeva l’Austria a vantaggio della Prussia, che ne divenne lo stato guida. È importante ricordare lo stretto rapporto tra Austria e Germania perché anche la storia dei loro inni nazionali si intreccia.

L’inno tedesco

Come già spiegato qui, la musica dell’inno tedesco è stata scritta da Franz Joseph Haydn nel 1797 e inizialmente era stata composta per l’imperatore Francesco I d’Austria. Questa melodia è quella dell’attuale inno tedesco, ma non dell’inno austriaco. La ragione è che sia il testo che la musica subiranno degli sconvolgimenti successivi, tanto che l’attuale inno è del tutto diverso dalla versione di Haydn.
L’Haydn-Hymen rimase l’inno ufficiale solo fino al 1919, dunque fino al termine della Grande Guerra.

L’inno austriaco

Stemma austria
Stemma dell’Austria

Al termine del primo conflitto mondiale la Repubblica austriaca non era in possesso di un inno nazionale, e non lo sarà per molti anni. Inizialmente venne mantenuta la musica dell’inno di Haydn, ma senza il testo. In seguito, il cancelliere Karl Renner compose un brano dal titolo Deutschösterreich, du herrliches Land (Austria tedesca, terra magnifica), versione che è conosciuta come Renner-Kienzl-Hymne. Nel 1929, venne però ripristinata la melodia di Haydn con un testo diverso, Sei gesegnet ohne Ende (Che tu sia benedetto senza fine).

Il 1938 fu l’anno dell’Anschluss, ovvero l’annessione dell’Austria alla Germania hitleriana,  quando quest’ultima impose all’Austria il testo dell’inno tedesco. Nel corso della Seconda guerra mondiale l’Austria rimase sotto il dominio tedesco e anche l’inno non cambiò. Con la caduta del nazismo invece sorse il problema di trovare un nuovo inno nazionale, che non avesse implicazioni con l’appena tramontato regime nazista. La melodia di Haydn, per quanto ormai popolare in Austria, era però definitivamente contaminata.

Nel 1946 venne quindi indetta una gara pubblica per scegliere un nuovo inno nazionale. Nonostante l’elevato numero di partecipanti – più di mille –, nessuna delle proposte soddisfò la giuria. Per questa ragione si decise di riprendere provvisoriamente una melodia attribuita a Wolfgang Amadeus Mozart, ma che oggi si è più propensi ad attribuire al suo allievo Johann Holzer.
Il concorso per il testo fu infine vinto da Paula von Preradović, poetessa austriaca di origini croate: il testo da lei ideato è quello ufficiale fin dal 25 febbraio 1947.

Il testo dell’inno

L’inno austriaco è intitolato Land der Berge, Land am Strome (Terra di monti, terra sul fiume) ed è diviso in tre strofe che terminano con due versi dalla funzione simile a quella di un ritornello, con una variazione in ogni strofa.
Nella prima si celebrano le bellezze paesaggistiche austriache e i figli della patria, i cittadini. L’Austria è:

Terra di monti, terra sul fiume,
Terra di campi, terra di duomi,
terra di martelli, dal ricco futuro!
Patria di grandi figli,
popolo dotato per il bello,
gloriosissima Austria,
gloriosissima Austria!

Nella seconda strofa poi si accenna alla storia austriaca e alla sua posizione geografica, con il riferimento a una missione assegnata al paese in tempi antichi:

Accesamente contesa, ferocemente contestata,
stai in mezzo al continente
come un forte cuore.
Hai dai giorni ancestrali
retto il peso di un’alta missione,
provatissima Austria,
provatissima Austria.

La terza strofa, infine, allude al futuro, a cui bisogna guardare con fiducia. L’insieme di tutti i cittadini si leva per giurare:

Coraggiosi verso tempi nuovi
guardaci procedere liberi e fiduciosi,
lieti nel lavoro e di speranza pieni.
Uniti in cori giubilanti orsù
giuriamo, a te, patria, fedeltà.
amatissima Austria,
amatissima Austria.

Le polemiche sull’inno

Nonostante la difficile storia di questo inno, con la versione definitiva non sono cessate le polemiche in merito. Accanto a voci che sarebbero favorevoli a un ripristino della melodia di Haydn se ne stagliano altre, più critiche verso il testo. Il verso che ha suscitato maggiori critiche è nella prima strofa, quando si parla di “Heimat bist du großer Söhne”, ossia di una patria di grandi figli, ma con il termine “figli” ci si riferisce solo ai maschi.
Nonostante le numerose critiche, il testo non è ancora stato modificato ufficialmente. La cantante austriaca Christina Stürmer ha aggiunto in una sua versione dell’inno la parola töchter, cioè figlie, per cercare di convincere a modificare alcune parti dell’inno, ritenute ancora troppo maschiliste.