07:08 pm
15 agosto 2018

Naturale, Watson!

Naturale, Watson!

 

Avete presente quando Sherlock Holmes si lancia in una delle sue mirabolanti deduzioni, con tanto di “elementare, Watson!” finale? Ora, in realtà quelle non sono esattamente deduzioni, ma abduzioni. E, per di più, del celebre “elementare, Watson!” non v’è traccia negli scritti di Conan Doyle. Ma non è questo il punto.

Il punto è che il Dottor Watson rimane sempre piuttosto perplesso e sbalordito da queste straordinarie ricostruzioni. È come se tra gli indizi disponibili e le conclusioni schiaccianti gli mancassero invariabilmente dei passaggi fondamentali.

Ecco, a me capita più o meno lo stesso quando sento dire qualcosa del tipo “ma mangiare animali è naturale!“. Rimango perplesso e sbalordito. Mi mancano dei passaggi. Solo che, nel caso di Watson, Sherlock Holmes c’azzecca sempre (o quasi). A differenza dell’Ispettore Lestrade che non ne imbrocca una neanche per sbaglio. Ma soprattutto, forte della sua logica, Sherlock non esita a dimostrare la bontà del proprio ragionamento agli increduli colleghi. Vediamo se un ipotetico carnivoro sia in grado di fare altrettanto.

Un ipotetico carnivoro potrebbe esporre il proprio argomento di natura in questo modo:

  1. Tra gli animali è naturale mangiarsi l’un l’altro
  2. L’uomo è un animale
  3. Pertanto per l’uomo è naturale mangiare gli altri
    animali
  4. Se per un individuo è naturale agire in un
    certo modo, allora quell’individuo è giustificato ad
    agire in quel modo
  5. Dunque, l’uomo è giustificato a mangiare gli altri
    gli animali

Questo è un argomento valido, quindi se accettiamo le sue premesse (1,2,3,4) dobbiamo accettare anche la sua conclusione (5).

C’è un problema però con la premessa 3. Cosa significa esattamente dire che è “naturale” per l’uomo agire in un certo modo? Di certo non significa che il mangiare carne sia un istinto invincibile, a cui non ci si possa sottrarre. Prova ne è il fatto che molte persone si astengono dal mangiare animali. Alcune comunità, per esempio quella induista, hanno addirittura un’antica tradizione in merito.

Potremmo allora intendere “naturale” nel senso di “inclinazione su base istintuale“. In questo caso l’uomo, sebbene non obbligato, sarebbe incline a mangiare animali in virtù di un presunto istinto carnivoro. Il problema però è che con questo tipo di ragionamento potremmo legittimare anche lo stupro (sulla base di un presunto istinto sessuale) o la guerra (sulla base di un presunto istinto aggressivo). Ma il fatto di avere alcune (presunte) inclinazioni naturali non giustifica di per sé l’assecondarle. Difatti lo stupro e la guerra sono generalmente ritenute delle pratiche poco desiderabili.

Pertanto, la premessa 4 è da rifiutare. E con lei l’intero argomento di natura. Detto ciò, la palla passa al lettore. Sarà lui a stabilire se l’analisi dell’argomento qui proposta sia più degna di uno Sherlock Holmes o di un Ispettore Lestrade.

 


 

 

 

 

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