11 dicembre 2018

Repeal: donne e moda in Irlanda per il diritto all’aborto

Repeal: donne e moda in Irlanda per il diritto all’aborto

Irlanda 2018. Nazione ancora fortemente legata ad un cattolicesimo bigotto di predicatori da strada e Bibbie gratuite, l’Irlanda si trova oggi ad un bivio fondamentale, quello fra il progresso e l’arretratezza. Sì, perché in Irlanda la donna non ha ancora il diritto legale all’aborto. Nessun caso, dalla violenza al rischio di malattie per il feto, possono indurre a quello che viene definito “omicidio”, e l’intera popolazione si è divisa.

Il 25 maggio si terrà infatti un importante referendum per garantire o meno il diritto legale all’aborto, e giovani donne coraggiose scendono in strada armate di cartelloni, spille e della loro voce, per reclamare la possibilità di scegliere e decidere per sé stesse. E quando non c’è la manifestazione, quando non ha un megafono o un volantino in mano, la donna irlandese ha una spilla sul petto, una felpa, una borsa di tela, con un’unica e chiara scritta: Repeal (revocare).

Secondo l’ottavo emendamento della Costituzione irlandese è infatti severamente vietata l’interruzione di gravidanza, e il referendum sarà proprio incentrato sull’abolizione di tale emendamento. Il ruolo della moda potrà, ancora una volta, sembrare del tutto irrilevante dal punto di vista socio – politico, ma in realtà essa è fondamentale.

La possibilità di indossare un’ideologia è imprescindibile per donne che lottano per i propri diritti, ed è soprattutto un segno di solidarietà e sostegno reciproco. Camminando per strada, incrociare una donna che reca la tua stessa spilla, che indossa la stessa maglietta, ha la capacità di unire e rendere più forti. Può capitare che il predicatore di turno spruzzi dell’acqua santa, in un’odierna caccia alle streghe che condanna la donna e la sua libertà. La moda e l’abbigliamento, come sempre, si dimostrano essere alcune delle poche armi a disposizione del mondo femminile.

Nessuno può impedire ad una studentessa di presentarsi a lezioni con i libri in una borsa di tela con l’hashtag #repealthe8th; nessuno può vietare ad una donna di andare in ufficio con spilla sulla giacca. La libertà che l’abbigliamento sta regalando alle donne irlandesi è di portata mastodontica: la scritta Repeal è ovunque, sul petto di donne di tutte le età, e di tutte le nazionalità, che la recano con orgoglio. Perché anche coloro che sono solo di passaggio, si sentono vicine alle sorelle di questo splendido ma, ahimè, tristemente retrogrado Paese.

Ma questa è solo una parte del vasto fenomeno vestimentario che si sta verificando in Irlanda. Durante la parata per la festa di San Patrizio, donne vestite da suffragette hanno sfilato in bicicletta per le strade di Dublino; altre invece, hanno indossato la veste rossa con cuffia bianca simbolo delle ancelle di Margaret Atwood e del suo romanzo The Handmaid’s Tale (oggi una serie tv su Hulu di grande successo), che vede le donne fertili come un mero organo riproduttivo.

Sia quindi sotto forma di un indumento o di un accessorio, le donne, e gli uomini, irlandesi indossano la loro ideologia per far sì che ci sia una nuova libertà e una nuova consapevolezza del ruolo della donna, e la moda resta fedele compagna della femminilità nella lotta per i diritti, l’emancipazione e l’indipendenza.

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