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21 agosto 2018

Il matrimonio secondo Darwin

Il matrimonio secondo Darwin

Dove si legge chi venne a mancare oggidì, ma molti anni or sono, ovvero il nostro eroe

Proprio oggi, 136 anni fa, moriva Charles Robert Darwin (1809-1882). Eroe della moderna biologia e di ogni filosofia ficcanaso altrove, è noto soprattutto per la sua teoria dell’evoluzione, esposta in una delle opere più influenti della storia del pensiero occidentale: L’origine delle specie.

 

Dove si scopre qualcosina sulla vita del nostro eroe, ma non troppo

Sulla vita di questo straordinario eroe della ragione ci sarebbero moltissime cose da dire. Dalla non proprio entusiasmante carriera da studente (il padre lo avrebbe voluto se non medico perlomeno curato di campagna, ma niente da fare, lui preferiva impagliare animali e collezionare coleotteri), alla genesi della sua opera più famosa (ci mise infatti la bellezza di vent’anni prima di decidersi a darla in pasto a scienziati e teologi di tutto il mondo). Passando poi per le abitudini gastronomiche (formò un Gourmet Club a Cambridge dove degustare succulenti animali esotici), fino ad arrivare alla sepoltura accanto a nientepopodimeno che Isaac Newton (entrambi dormono il sonno eterno dei giusti alla London’s Westminster Abbey). Di tutto questo però non racconteremo, perché c’è di più.

 

Dove si accenna a un metodo infallibile per capire se sia il caso o meno di prender in moglie un vostro consanguineo

C’è infatti un aspetto ancora più curioso e forse meno conosciuto della vita di Darwin: il suo matrimonio. Innanzitutto sposò Emma Wedgwood, una ragazza ricca e borghese appartenente ad una famiglia di fabbricanti di vasellame. E quindi?, penserete. Beh, il punto è che si dà il caso che la suddetta fanciulla fosse anche parente stretta del nostro eroe. Cugina, per l’esattezza.

Emma Darwin, già Emma Wedgwood

Ma non crediate che la scelta sia stata fatta precipitosamente o a cuor leggero. Nossignore, non per il nostro alfiere del pensiero. Prima di decidere se sposarsi o meno, infatti, l’allora trentenne scienziato usò quella che Benjamin Franklin in una lettera definì “algebra morale”. Un vero e proprio metodo infallibile.

 

Dove si capisce come funziona il già menzionato metodo infallibile, ma non troppo giacché un tantino complicato

Algebra morale. Un nome piuttosto difficile per un metodo se possibile ancor più complesso. Ma non certo privo di efficacia. In sostanza l’algebra morale consiste innanzitutto nel farsi venire un bel grattacapo esistenziale, uno di quelli in cui affondarci con tutto il mento. Dopodiché si prende un bel foglio e si scrivono da una parte i pro e dall’altra i contro. Fatto questo, si procede con un accurato bilancio.

Il pensatore, Auguste Rodin

 

Dove infine un ineccepibile esempio fuga ogni dubbio circa la bontà del plurimenzionato metodo infallibile

Se ancora nutrite qualche perplessità circa il funzionamento di questo prodigioso rimedio a qualsivoglia dilemma dell’animo umano, o circa la sua applicazione pratica alla vita di noi comuni mortali dotati di un quoziente intellettivo tutto sommato nella media – tranquilli, giacché proprio i taccuini del nostro eroe ce ne offrono una provvidenziale dimostrazione. Per nostra fortuna infatti a Cambridge è conservato un appunto manoscritto capace di fugare ogni dubbio di sorta. Abbiamo già detto che Darwin applicò lo straordinario metodo infallibile dell’algebra morale al dilemma del matrimonio. Sposarsi o non sposarsi? Vediamo dunque in che modo procedette il nostro eroe, in modo da capire meglio come funziona il portento. Iniziamo dunque dai pro del matrimonio.

 

Dove s’apprendono i pro di un matrimonio, ovvero che una donna è comunque meglio di un cane, esposti in un rigoroso quanto esaustivo elenco

“Figli (se Dio vuole) – Una compagna fedele (amica nella vecchiaia) che si interessi a me – oggetto di amore e di svago – comunque meglio di un cane – Una casa e qualcuno che se ne prenda cura – La musica e il chiacchiericcio femminile – Queste cose fanno bene alla salute – ma terribile perdita di tempo

Ma Dio, è intollerabile pensare di impiegare una vita intera, come un’ape operaia, a lavorare, lavorare, lavorare, e alla fine nulla – No, no, non va – Immagina di vivere una lunga vita in solitudine in una sporca fumosa casa londinese – Pensa invece a una tenera, dolce moglie, un divano, un bel camino e libri e magari musica – Confronta questa visione con la squallida realtà di Grt. Marlbro ‘St

Sposarsi, sposarsi, sposarsi, come volevasi dimostrare.”

 

Dove s’apprendono i pro del celibato, nonché i contro del matrimonio, ovvero dell’esilio e della degradazione in un pigro e indolente idiota, esposti in un altrettanto rigoroso quanto esaustivo elenco

Veniamo allora ai pro del celibato, nonché ai contro del matrimonio.

“La libertà di andare dove si vuole – scegliere chi frequentare e che siano pochi – Conversazione con uomini intelligenti nei club – Non essere costretti a fare visite ai parenti, e a cedere su ogni minima cosa – ad avere la spesa e l’ansia dei bambini – forse litigi – Perdita di tempo – non poter leggere la sera – diventare grassi e pigri – Ansia e responsabilità – meno soldi per i libri, ecc – Se molti bambini l’obbligo di guadagnarsi il pane – (Però fa molto male alla salute lavorare troppo)

Forse a mia moglie non piacerà Londra; allora la condanna è l’esilio e la degradazione in un pigro e indolente idiota”

 

Dove nonostante il metodo infallibile, non si capisce bene perché il nostro eroe si sia unito nel sacro vincolo del matrimonio

Avendo applicato in maniera impeccabile il metodo infallibile dell’algebra morale, a rigore il nostro eroe non avrebbe dovuto affatto sposarsi con sua cugina Emma. La bilancia sembra infatti pendere maggiormente verso il celibato che verso le nozze, non trovate? Eppure è esattamente ciò che il nostro eroe fece nel 1839. E senza che tra i pro figurasse il decisivo “non c’è cosa più divina…”. Mistero insondabile. Ma non ci si azzardi a mettere in discussione la bontà del metodo infallibile. Questo no.

 


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