11:24 pm
19 settembre 2018

Ecco le nuove regole che Amsterdam ha imposto ad Airbnb

Ecco le nuove regole che Amsterdam ha imposto ad Airbnb

Airbnb è un sito online fondato nel 2007 da Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk.
L’idea iniziale che ebbero fu quella di affittare parte dei propri alloggi a viaggiatori interessati a una conferenza che doveva svolgersi a San Francisco, in quanto tutti gli alberghi erano pieni.
Nacque il sito web il cui nome era Airbedandbreakfast.com, ma subito nel marzo 2009 venne accorciato in Airbnb.com.

Durante gli anni questa società è cresciuta sempre di più, offrendo non solo camere negli appartamenti ma anche case da affittare completamente.
Al giorno d’oggi il sito web offre più di 3 milioni di alloggi in 65 mila città in 191 paesi diversi.

Eppure diventare così grande e usato di questo sito ha portato molti paesi a imporre delle restrizioni sul suo uso.
Recente infatti è stata la notizia pervenuta dalla capitale olandese, Amsterdam, la quale ha deciso di dimezzare il limite delle notti in cui è possibile pernottare negli alloggi disponibili sul sito.

Infatti, dal prossimo anno il numero massimo dei giorni in cui si può avere disponibilità di una casa da Airbnb ad Amsterdam è di 30 giorni, contro i 60 ancora permessi. Inoltre non sarà possibile concedere l’affitto a gruppi più numerosi di 4 persone.
L’assessore della città e ideatore della proposta, Laurens Ivens, ha così spiegato la sua decisone:

“Riconosco che ridurre la lunghezza del tempo disponibile non è la soluzione al problema del sovraffollamento della città ma limiterà i problemi causati dai turisti in alcune zone e porterà il fatto di utilizzare la propria casa come modo di guadagnare soldi ad essere meno invitante”

Alla fine dello scorso anno, il giornale Trouw affermò che ad Amsterdam ci sono circa 5 mila dimore, tra appartamenti, case e case galleggianti sui canali che erano permanentemente affittati da turisti e più di mille proprietari non rispettavano regole, come permettere a più di quattro ospiti alla volta di poter pernottare nei propri alloggi.
Bo de Koning, public policy manager, ha dichiarato che questa nuova regola potrebbe portare a perdite economiche di circa 43 milioni di euro e favorire moltissimo gli hotel.

Per quanto riguarda il resto dell’Europa, Parigi è la città che concede un più lungo periodo di pernottamento, ovvero 120 notti. A Londra invece se ne contano 90 mentre a Berlino 60.

Comunque Amsterdam non è stata la prima città che si è posta contro Airbnb. Lo scorso anno anche Barcellona aveva denunciato il comportamento di molti proprietari dopo che è emerso che molti appartamenti venivano affittati in maniera illegale.

Oltre a questo problema, un altro fattore che ha portato a questa disputa tra la vicesidaco della città e il sito web è stato il sovraffollamento della città da parte dei turisti che tende a essere sempre meno controllabile.
Questo infatti avrebbe portato all’esasperazione degli abitanti e il governo, per cercare di diminuire affitti illegali, avrebbe annunciato la possibilità di essere sanzionati, con multe che potrebbero arrivare a 600mila euro.

Invece per quanto riguarda l’Italia? Come è già noto in molte città tra cui Venezia o le cinque terre è limitato il numero di turisti che possono entrarci, ma per quanto riguarda Airbnb ancora nessuna novità su restrizioni in termini di lunghezza di pernottamenti. Il MISE ne sta discutendo.

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