Il perdono talvolta è una delle cose più difficili che si può concedere nella vita, non solamente perché ad un certo punto arriva il momento limite in cui si mette in dubbio il torto che è stato fatto, pensando di essere forse troppo duri nel ritardarlo o forse troppo veloci nel concederlo, ma soprattutto perché non c’è mai una cosa giusta da fare, una legge scritta che possa guidarci anche quando siamo pieni di dubbi e non riusciamo a capire come comportarci.

Il perdono riguarda il passato, quindi ciò che è irreversibile e ciò che è stato, riguarda il male ingiustificabile, che ha fatto male e che voleva fare male e dovrebbe slegare colui che ha torto dal suo atto, per renderlo di nuovo capace di agire. Ma perdonare non è come un colpo di spugna, non è come mettere il male in lavatrice in modo da farlo uscire completamente pulito dai propri peccati, non bisogna mai scordarsi di nulla, perché nessun perdono è credibile se si dimentica il male fatto, bisogna ricordare quanto è accaduto e farne tesoro.

È il 27 gennaio 1945, giorno in cui la 60esima armata dell’esercito sovietico riesce finalmente ad abbattere i cancelli di Auschwitz. Quello che i soldati si trovano davanti è uno scenario raccapricciante: migliaia di uomini rinchiusi all’interno di quel campo, ridotti alla fame e alla miseria, con indosso quella orrenda divisa a righe per niente adatta al clima e ai lavori che erano costretti a fare. Quei primi soldati che hanno varcato la soglia del campo di concentramento si sono trovati di fronte un genocidio in atto.

Cinque libri possono guidarci in questo approfondimento sul giorno della memoria creato apposta per non dimenticare la disumanità di questo atto umano che ha portato allo sterminio di 6 milioni di ebrei.

“Quando Hitler rubò il coniglio rosa” di Judith Kerr

Dov'è il coniglio rosa? Se l'è preso Hitler e se lo tiene ben stretto. Hitler: è tutta colpa sua se Anna, Max, mamma e papà devono lasciare la Germania. E lasciare nelle sue grinfie il coniglio rosa, i giochi, i libri, la casa, il passato così caldo e confortevole. Davanti a loro c'è un futuro che non si sa, ci sono facce nuove, posti nuovi. Ma anche cambiare vita può essere una bella avventura: l'importante è stare insieme. Età di lettura: da 10 anni.

Adatto anche ai più piccini, rappresenta l’infanzia di ogni bambino che è stata rubata da Hitler. La protagonista è Anna, bambina appartenente ad una famiglia ebraica benestante, che nel giro di poco tempo vede cambiare la sua vita in modo drastico a causa delle leggi razziali. Costretta anche a trasferirsi più volte perché il padre non riusciva a trovare lavoro, nel primo trasloco Anna decide di lasciare a casa il suo pupazzo a forma di coniglio rosa, sicura che sarebbe tornata da lui al più presto, cosa che, come si può immaginare, non accadrà mai.

“Se questo è un uomo” di Primo Levi

Se questo è un uomo. Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò Se questo è un uomo nel 1947.

E’ la storia personale dell’autore, di un deportato che racconta la vita all’interno del campo di concentramento dalla sua prospettiva. Nel giro di poche pagine Primo ci porta con sé svelando tutto quello che succedeva a Buna, dalle torture ai lavori forzati, dai piccoli trucchi imparati con il tempo per poter avere un momento di respiro, ai tradimenti tra compagni di disavventura, tutto per poter prolungare la propria vita anche di pochi secondi.

 

“Diario” di Anna Frank

Sono le confessioni e i pensieri di una ragazzina di 12 anni a cui viene regalato per il compleanno un diario, che userà puntualmente per scrivere i suoi segreti come se si stesse raccontando all’amica più fidata. Pochi giorni dopo la famiglia è costretta a trasferirsi nell’alloggio segreto per potersi salvare dalle leggi razziali e da qui la loro vita subirà un drastico cambiamento. I Frank, insieme ai Van Daan, si trovano costretti a vivere in comune tra le stesse mura e la convivenza forzata sarà tutt’altro che facile. Può sembrare già questa la parte peggiore, ma, per sfortuna o per una soffiata, il nascondiglio viene scoperto e tutti coloro che vi abitavano saranno deportati nei campi di sterminio. Solamente Otto, il padre di Anna, riuscirà a sopravvivere a quegli eventi disumani e, una volta ricevuto il diario della figlia, non potrà fare altro che renderlo pubblico per far conoscere al mondo la loro storia e per non dimenticare mai ciò che sono stati costretti a subire.

“Auschwitz. Ero il numero 220543” di Denis Avey

E’ la testimonianza autobiografica dell’esperienza anomala di un reduce di guerra inglese catturato in Egitto che, dopo essere stato trasferito più volte in diverse prigioni, viene spedito in un campo di prigionia militare vicino ad Auschwitz. Soldati ed ebrei vengono messi a lavorare alla costruzione di una fabbrica adibita alla produzione di gomma sintetica e Denis fin da subito viene colpito dal modo in cui gli altri detenuti, definiti “speciali”, sono costretti a vivere e vuole a tutti i costi saperne di più. Comincia a balenargli in testa un’impresa folle, che poi diventerà realtà, di intrufolarsi ad Auschwitz per potersi fare testimone di tutte le torture orribili che venivano inflitte al popolo ebraico. Per due volte riesce ad entrare nel campo di concentramento e ciò che ha vissuto in quelle ore lo segneranno per tutta la vita.

“La lista di Schindler” di Thomas Keneally

Il libro racconta la storia di un industriale tedesco, Oskar Schindler, iscritto al partito Nazista, che, durante l’olocausto, riuscì a salvare 1100 ebrei dai campi di concentramento facendoli invece lavorare nella propria fabbrica bellica. Con il tempo si troverà costretto a trasformarla in una specie di succursale del campo di Plaszow, dove però gli ebrei verranno trattati da esseri umani e potranno lavorare e vivere, ma ad una condizione: corrompere le SS con denaro e alcol, nella speranza che non facessero parola a nessuno del suo progetto, dal momento che Oskar era un uomo potente ed influente. Con l’avvicinarsi delle truppe sovietiche, i nazisti dovevano occultare le prove dello sterminio e Schindler decide di comprare i suoi lavoratori uno a uno per poterli proteggere contro la soluzione finale. Da qui nasce la lista, un foglio importantissimo nel quale metterà nome e cognome di tutti coloro che lavoravano nella sua fabbrica per riuscire a salvarli con certezza.