Il monopolio SIAE potrebbe giungere al termine all’inizio del 2018. E’ quanto sembra suggerire l’ultima nota pubblicata dal MiBACT a seguito dell’incontro tra il ministro Franceschini e Mariya Gabriel, commissario dell’economia digitale dell’UE. I due avrebbero discusso una revisione, da proporre nella prossima legge di bilancio, del decreto legislativo 15 marzo 2017 n.35, sul recepimento delle direttive europee in materia di diritto d’autore.

Facciamo però un passo indietro.

SIAE è un ente pubblico autonomo che si occupa della raccolta dei diritti d’autore in Italia. L’articolo 180 della legge 633 del 22 aprile 1941 ne decretava il monopolio sul territorio nazionale, finché l’UE non ha stabilito, attraverso la direttiva Barnier del 2014, che gli autori dovessero avere la possibilità di scegliere a quale società affidare la raccolta dei propri diritti.

Fino a oggi, l’interpretazione della direttiva è stata piuttosto ampia. Si è mantenuto il monopolio SIAE sul territorio nazionale, ma permesso agli autori di affidarsi anche a società straniere, come nel 2016 ha scelto di fare Fedez, affidando la gestione dei propri diritti a Soundreef, società con sede nel Regno Unito. E’ stata proprio quella del rapper una delle prime voci a schierarsi a favore della liberalizzazione del mercato, riportando la questione all’interesse del pubblico.

Monopolio o liberalizzazione?

Da un lato SIAE è accusata di scarsa trasparenza, lunghi tempi di pagamento e sistemi di calcolo poco precisi perché spesso ancora su base forfettaria. Al contrario, i sostenitori della società sottolineano l’importante funzione pubblica svolta a tutela dello sviluppo creativo. Questo andrebbe a vantaggio sia di artisti affermati che di artisti minori, sui quali società di raccolta private potrebbero essere meno incentivate a investire.

Dal canto suo, la società ha negli ultimi anni introdotto una serie di novità per rinnovare la struttura e la politica di trasparenza delle operazioni. La minaccia di potenziali competitors all’interno del settore sembrerebbe quindi essersi rivelata efficace sia per gli autori che per SIAE. I primi potrebbero finalmente scegliere a quale società affidarsi, mentre la seconda avrebbe ricevuto la scossa necessaria per iniziare un agognato percorso di rinnovamento.

Risulta difficile stabilire a priori quale sia la soluzione più efficace senza aver mai testato la via della liberalizzazione. Chissà se, lasciando il mercato libero di trovare da sé un proprio equilibrio, questo non andrebbe a coincidere proprio con SIAE stessa, creando così una sorta di monopolio di fatto, che lasci però spazio alla possibilità di cambiamento.