Nel 2019, il mondo è assai diverso da come lo si potrebbe immaginare: una tremenda epidemia ha contagiato oltre il 95% degli esseri umani sul pianeta trasformandoli in vampiri e i pochi rimasti immuni dal virus sono stati catturati per soddisfare il fabbisogno della popolazione mutata oppure si nascondono e vivono in clandestinità.
È in questo universo che conosciamo Edward Dalton (Ethan Hawke), un ematologo filantropo in cerca di qualcosa che sostituisca il fabbisogno di sangue dei vampiri. La grande richiesta del prodotto e la conseguente carenza, causata dalla penuria di umani sul pianeta, fa sì che alcuni dei vampiri non si nutrano abbastanza e che perdano contatto con la loro metà “umana”, diventando bestie dissennate simili a pipistrelli che aggrediscono senza pietà chiunque incontrino.
Una sera, durante il suo ritorno a casa, Edward ha un incidente con un’altra auto, guidata da un gruppo di umani in fuga. Guidato dalla sua simpatia per la razza umana, egli li nasconde nella propria vettura con i vetri schermati per impedire alla polizia di trovarli.

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Qualche giorno dopo, mentre nel mondo si scatenano proteste contro i governi per la scarsità di sangue e i metodi poco ortodossi con cui i “fuoriusciti” vengono brutalmente giustiziati mediante la luce del sole, Edward incontra nuovamente il gruppo di umani che aveva protetto e conosce Lionel Cormac (Willem Dafoe), un uomo guarito dal vampirismo.
La cura era avvenuta durante un incidente stradale, in cui Cormac era volato fuori dalla propria auto schermata e aveva preso fuoco, per poi cadere in un torrente e sopravvivere. L’esposizione prolungata alla luce del sole senza morire gli ha fatto perdere tutti i suoi poteri, rendendolo nuovamente umano.
Edward ha finalmente l’occasione per liberare l’umanità dalla peste vampiresca, dal momento che mordere un umano curato dal vampirismo rende umani anche gli altri vampiri. La cura si diffonderebbe a macchia d’olio, siccome la sete di sangue generale fa sì che i predatori siano diventati più aggressivi.
Quando il direttore del centro ematologico (Sam Neill) viene a sapere della cura, cerca in tutti i modi di insabbiare la notizia in quanto ormai prossimo a scoprire un sostituto valido per il sangue e quindi trarne profitto e ampliare la propria area di influenza. Inoltre, non ha nessuna intenzione di rinunciare ai propri poteri e alla propria immortalità.
Mediante uno stratagemma, Edward riesce comunque a farsi mordere da lui (in quanto ormai guarito) e lo ritrasforma in un umano, dandolo poi in pasto ai suoi stessi soldati.
La cura ha effetto: molti dei militari guariti, a loro volta morsi da altri vampiri, ritornano umani. La notizia si sparge in giro per il mondo e la pellicola si chiude con Edward che, con sicurezza e determinazione, afferma di poter ritrasformare tutti gli infetti in umani una volta per tutte.

Daybreakers è un film quasi sconosciuto per vari motivi: oltre ad essere ritenuto un film abbastanza scontato, in quanto il tema dell’apocalisse dei vampiri è stato a lungo trattato in pellicole quali Io sono leggenda, Blade, Underworld e simili, la trama è considerevolmente debole. Non c’è un vero e proprio decollo capace di mantenere gli spettatori incollati allo schermo, sebbene l’idea generale sia più che valida.
Sta di fatto che la società dei vampiri propriamente detta è stata trasformata dal cinema in qualcosa di più prossimo a noi: niente più mantelli neri, denti aguzzi e pallore mortale, ma piuttosto occhi di colore giallo e paura della luce del sole.
Fondamentali sono invece elementi rimasti chiaramente “umani”, come la ricerca in campo medico, i sensi di colpa per aver usato altri esseri senzienti come risorsa di cibo e l’inarrestabile avanzata delle società che lucrano sulla produzione.

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