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20 aprile 2018

Illuminae: nuove frontiere dello sci-fi

Illuminae: nuove frontiere dello sci-fi

Nel corso degli anni, attraverso le varie correnti letterarie che si sono susseguite, più di un autore è andato alla ricerca di espedienti per raccontare una storia in modo innovativo. Poteva trattarsi di trucchi visivi – impaginazione, font particolari o diversificati, brani in corsivo o sbarrati (Tahereh Mafi, Schegge di me) – o di accorgimenti stilistici più sottili – intrecci portati avanti parallelamente o “l’uno dentro l’altro” (David Mitchell, Cloud Atlas). C’è chi ha scritto sotto forma di flusso di coscienza; chi ha fatto ricorso ad una suddivisione in capitoli, ciascuno seguendo il punto di vista di un personaggio differente (George R. R. Martin, Cronache del Ghiaccio e del Fuoco); chi addirittura si serve di una commistione di stili (David Foster Wallace, Infinite Jest); chi racconta per immagini e a parole (Brian Selznik, Hugo Cabret).

Al lettore navigato sicuramente non mancano esempi di letture significative da questo punto di vista – né, se è per questo, di letture straordinarie in sé e per sé, che non debbano avvalersi di stratagemmi particolari per fare colpo – ma Illuminae (A. Kaufmann, J. Kristoff) può comunque costituire una sorpresa anche per i più esperti.

Il romanzo tratta dell’invasione di un piccolo pianeta abitabile ad opera di una multinazionale intenzionata ad impadronirsi dei giacimenti di un prezioso minerale lì presenti. Purtroppo l’estrazione non è regolamentata, ed è su questo che la multinazionale intende fare leva per agire impunemente; gli abitanti del pianeta non potranno appellarsi a nessuna autorità. Perciò questi ultimi si limitano ad inviare una richiesta di soccorso a delle navi spaziali di passaggio, e trascorrono i mesi successivi in una fuga disperata e funestata da una serie di misteriosi incidenti.

Di per sé, la trama stuzzica la curiosità di qualunque amante di sci-fi, ma è sfogliando le prime pagine che balza all’occhio la vera chicca del libro. Invece di limitarsi a raccontare questa storia, gli autori hanno scelto di dimostrarla, esponendola sotto forma di documentazione ufficiale, dossier, fascicoli, rapporti, trascrizioni di filmati di videosorveglianza, scambi di mail e stralci di chat.
Sebbene questa impostazione possa risultare inizialmente difficoltosa da seguire, presenta il grande pregio della verosimiglianza. Al lettore sembrerà di avere in mano i documenti ufficiali dell’indagine su quello che è avvenuto.

Per forza di cose, lo stile del romanzo risulta quindi una commistione di linguaggio tecnico, informatico o comunque specialistico a tratti, ma anche molto più informale nelle parti dedicate alla corrispondenza dei protagonisti.
La trama è solida, impostata ed orchestrata con maestria, ed estremamente coinvolgente. Inoltre inizialmente – proprio come nella vita, o nei gialli scritti bene – non è ben chiaro dove le vicende andranno a parare, ma proseguendo i nodi vengono al pettine con naturalezza, e guardandosi indietro ci si ritroverà ad unire i puntini in un quadro scioccante e di stupefacente realismo.

Particolarmente gradevole è il fatto che la sottotrama sentimentale sia inserita con molta discrezione nel quadro generale; a farla da padrone per una volta non è la solita stucchevole storiella d’amore adolescenziale, che in questo caso si comporta da umile affiliato.

Illuminae è un romanzo consigliato anche a quelli che storcono il naso davanti alle novità in termini di narrazione (con ogni probabilità, almeno in questo caso si ricrederanno), ma soprattutto agli amanti del genere fantascientifico e a chi vuole approcciarvisi, che troveranno una piccola perla del suo campo.

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