20 gennaio 2019

“REALLY GOOD” A LONDRA

“REALLY GOOD” A LONDRA

Tornando in quel di Londra a distanza di un paio d’anni, scoprirete che il passaggio nella famosissima Trafalgar Square vi mostrerà un’accattivante trasformazione. Rivolgete il vostro sguardo sul Fourth Plinth (“Quarto Basamento”, sull’estrema sinistra della scalinata della National Gallery) e noterete infatti la presenza di una sempre mutevole opera d’arte contemporanea che colora e riempie maestosamente il tipico cielo grigio londinese.

 È dal 1999 che i curiosi visitatori della capitale britannica frequentano Trafalgar Square anche per ammirare l’originalità di artisti moderni che hanno l’enorme privilegio di condividere un proprio lavoro davanti agli occhi di tutti, oltre che di essere posti al fianco delle prestigiose opere pittoriche che la National Gallery ospita.

La speciale commissione del programma “Fourth Plinth”, infatti, biennalmente sceglie una scultura moderna dal sapore squisitamente sociale (e talvolta politico) per promuovere il fermento culturale attorno all’intera città, che conseguentemente si riverbera a livello mondiale. Nel settembre 2016 il sindaco di Londra Sadiq Khan ha inaugurato l’attuale opera moderna, circondato dall’attenzione della folla che animava la piazza. La scultura che oggi troneggia si chiama “Really good” e appartiene all’artista inglese David Shrigley.

Si tratta di una grande mano chiusa a pugno con il solo pollice alzato, interamente realizzata in bronzo patinato scuro e alta ben 7 metri. Se la prima reazione è di stupore provocato dall’imponenza delle dimensioni, segue ancor più sorpresa nello sbilanciamento delle proporzioni: non si fa alcuno sforzo a notare infatti che il pollice è esageratamente lungo rispetto alle altre dita.

Le dichiarazioni immediate di Shrigley su “Really good” sono state le seguenti: “E’ un’opera che si propone di rendere il mondo un posto migliore, il che è ovviamente un ridicolo proposito, ma penso sia buono”.  

Le reazioni degli osservatori sono state molteplici e contrastanti: la maggioranza addirittura asserisce che il grande pollice all’insù ricordi un enorme fallo, e che dunque il messaggio dell’opera sia una presa in giro sulla positività che la scultura attraverso il titolo pretende di comunicare.

Sul “The Guardian”, il giornalista Jonathan Jones pensa che non sia altro che una parodia dell’irrilevanza dell’arte pubblica (“C’è la grande esigenza che l’arte sia celebrativa. […] Non puoi ottenere alcun gesto più celebrativo di un grande pollice in su”).

 Ebbene, un semplice dito di una mano sapientemente costruito si trasforma in design di rilievo pubblico, contenente un mistero provocatorio e aggressivo che si scaglia sulle coscienze.

È veramente tutto “Really good”? A ciascuno la propria risposta, ma un fatto indubbiamente positivo è quello esposto dal sindaco Khan: “Le opere d’arte mutevoli sul Fourth Plinth continuano ad essere motivo di diletto, discussione e dibattito e sono orgoglioso d’essere il sindaco di una città che ha una così energica e vibrante vita culturale”.

Dunque, prenoterete un weekend a Londra?

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *