È cosa nota che, in questi giorni, l’A.C. Milan si sta muovendo sul mercato con aggressività e senza badare a spese, nel tentativo di formare una squadra più competitiva possibile, al fine di ritornare sui campi della Champions League e di ridare alla squadra un rilievo internazionale. Il club meneghino, infatti, con il rilascio della fideiussione bancaria da parte di Banca IFIS per l’acquisto del difensore Leonardo Bonucci e del centrocampista Lucas Biglia, è arrivato al considerevole investimento complessivo di più di 200 milioni di Euro, e non sembra intenzionato a fermarsi. A far da contraltare all’ovvio entusiasmo dei tifosi, tuttavia, crescono sempre di più i dubbi circa l’effettiva solvibilità del club e la presunta esposizione della squadra ad un ingente indebitamento, tale che, se per caso la squadra non dovesse riuscire ad accedere alla più prestigiosa competizione europea, rischierebbe il tracollo finanziario e, di conseguenza, il fallimento. Sembra quindi opportuno analizzare dapprima la conformazione del gruppo, per poi entrare nel dettaglio dei termini del finanziamento.

All’ultimo anello della catena si trova il club, cioè A.C. Milan S.p.A., detenuta, a seguito della recente compravendita, per il 99,93% dalla SPV (Special Purpose Vehicle, in italiano società veicolo, e cioè una società costituita con lo scopo di compiere una determinata operazione) Rossoneri Sport Investment Luxembourg S.a.r.l., equivalente di una nostra S.r.l., con sede in Lussemburgo. A sua volta, questa società è detenuta totalmente da Rossoneri Champion Investment Luxembourg S.a.r.l., la quale fa capo a una società con sede a Hong Kong. Parallelamente a questo schema si trova un’altra SPV, Project RedBlack S.a.r.l., posseduta, per mezzo di altre SPV, da Blue Skye Financial Partners S.a.r.l. e dal fondo americano Elliott Management Corporation. Project RedBlack ha finanziato le SPV che possiedono il Milan per più di 300 milioni di Euro, da restituire entro 18 mesi. A ben vedere, però, questo finanziamento assume la conformazione di un prestito cosiddetto “ponte”, perché è stato concesso solo per permettere alla dirigenza cinese di sbloccare dei fondi in estremo oriente, importarli in Italia e rifinanziare la società. Inoltre, per assicurarsi il pagamento di questo prestito, Project RedBlack ha acquisito una serie di garanzie, praticamente sulla totalità dei beni del gruppo societario . Situazione, questa, che rassicura anche sul fatto che nessuna società, eccezion fatta per Project RedBlack, potrà aggredire i beni del Milan e appropriarsene, ed è anche il motivo per cui le banche hanno faticato a concedere una fideiussione bancaria per l’acquisto dei suddetti giocatori.

 

Ciò detto, appare opportuno arrivare ad alcune conclusioni. La situazione è più rosea di quello che fanno trasparire i giornali, perché l’alta esposizione della dirigenza cinese sembra dovuta a sole ragioni burocratiche e non a mancanza di liquidità. In ogni caso, anche se i fondi non dovessero pervenire dalla Cina, Project RedBlack sarebbe l’unico titolare delle garanzie sugli asset (cioè i beni aziendali) della società, e il rischio di sfaldamento della proprietà o di eventuale fallimento appare ridotto. Il sistema appare inoltre garantire solidità al gruppo, anche perché Project RedBlack detiene delle partecipazioni azionarie in Rossoneri Sport Investment Luxembourg S.a.r.l., che le garantiscono i diritti di nomina di membri all’interno del Consiglio di Amministrazione del Milan: in questo contesto difficilmente si arriverebbe a una vera e propria escussione delle garanzie, apparendo più probabile la soluzione di un eventuale ingresso in società del fondo americano anziché di uno sfaldamento della compagine del gruppo. Una situazione certamente spinosa per la dirigenza cinese, che però dovrebbe permettere ai tifosi, interessati più che altro al successo sportivo del club, di dormire sonni più tranquilli.

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