La Cecenia si costituisce come una repubblica facente parte della Federazione Russa, ma è di fatto una dittatura a vocazione islamica indipendente dal governo centrale, capeggiata dal leader Ramzan Kadyrov, salito al potere con il beneplacito del presidente russo Vladimir Putin al termine della violenta guerra tra Russia e Cecenia terminata nel 2009. Il Paese è noto al mondo per la mentalità retrograda e conservatrice, e per la noncuranza con cui i diritti umani sono quotidianamente violati; gli avvenimenti degli ultimi mesi non hanno fatto altro che accrescere questa terribile fama.

Il 1 aprile il principale quotidiano d’opposizione russo, il Novaya Gazeta, ha descritto un’operazione delle autorità cecene volta al rapimento, alla reclusione e alla tortura di più di cento uomini omosessuali. La goccia che ha fatto traboccare il vaso pare sia stata la richiesta di permessi, avanzata dal sito GayRussia.ru, per organizzare alcune manifestazioni pacifiche in diverse zone della Russia.

Le testimonianze che ci giungono sono scarse e confuse: la paura dei residenti è molta, esporsi è estremamente pericoloso ed un passo falso potrebbe costare la vita. Da quello che si è riusciti a ricostruire, la polizia cecena ha agito sequestrando alcuni individui sospetti di essere omosessuali e sia partita proprio da loro per risalire altri “colpevoli”, da un lato controllando i contatti nella rubrica dei cellulari, dall’altro sottoponendoli a torture, elettroshock e pestaggi spesso anche per intere settimane con l’intento di farsi rivelare nomi di altri membri della comunità LGBT. Le autorità cecene hanno ovviamente negato che ci possa essere qualcosa di vero nelle accuse, arrivando addirittura a definire le dichiarazioni del Novaya Gazeta come un “pesce d’aprile”. Inoltre, il portavoce del presidente, Alvi Karimov, ha affermato che non sarebbe possibile alcuna persecuzione degli omosessuali, poiché in Cecenia gli omosessuali non esistono, e, anche se esistessero, sarebbe compito delle famiglie stesse eliminarli (in Cecenia esiste ancora il delitto d’onore).

Presidente della Cecenia

Nel frattempo, aiuti umanitari stanno arrivando da diverse parti del mondo (Amnesty International sta raccogliendo firme per una petizione qui), molti giovani omosessuali sono scappati in diverse parti del mondo per proteggersi. E sembra che finalmente si stia muovendo qualcosa anche in Russia. Putin, che in seguito alla diffusione delle prime notizie aveva escluso che le accuse potessero essere fondate, ha invece recentemente ordinato l’inizio delle indagini, forse costretto anche dalla sollecitazione della cancelliera tedesca Angela Merkel, in visita a Mosca lo scorso maggio.

Con la speranza che questa persecuzione sia fermata al più presto, è necessario tenere alta l’attenzione mediatica, in modo da alimentare la pressione sulle autorità russe, le uniche che possono mettere fine a questo orrore.

FONTI: www.ilpost.it

www.theguardian.com

Link per la petizione di Amnesty International

 

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