Ritratto di famiglia con tempesta ci porta in un piccolo spaccato di Giappone, permettendoci di vivere per quelle due ore una piccola commedia umana, ma soprattutto famigliare, come solo Hirokazu Kore-Eda sa crearne.

In questa nuova parabola, Kore-Eda ci presenta un personaggio particolarissimo: un uomo giapponese altissimo, decisamente più della media, che un tempo fu un premiato autore di romanzi ed ormai si è ridotto ad investigatore privato di professione e giocatore d’azzardo patologico per hobby. Ryota, il nome del protagonista, non riesce ad abbandonare quella promessa di fama letteraria che lo aspettava, né l’illusione che l’ex moglie tornerà un giorno di nuovo da lui. La morte del padre però scuote all’improvviso la sua vita e, in visita alla madre, un giorno di tempesta verrà bloccato insieme alla moglie e a figlio nella casa della madre.

Il film di Kore-eda non è solo una pellicola cinematografica, ma un vero e proprio ritratto, il dipinto di una famiglia che il regista – o sarebbe meglio dire il pittore – ha curato in ogni sua singola pennellata, così da catturare la migliore luce che possa esaltare tutta la psicologia dei suoi protagonisti. Kore-eda- non solo regista, ma anche sceneggiatore e montatore- ha creato un piccolo mondo realistico, a sé stante ma profondamente intrecciato e radicato nella realtà giapponese di tutti i giorni. Kore-eda ha dichiarato di essersi ispirato largamente alla sua vita, tanto che il film può quasi essere considerato un po’ autobiografico, e forse è proprio questo che permette ancora di più la creazione di un legame tra i suoi personaggi e il pubblico.

La realtà traspare in ogni singola scelta dell’autore e porta i comportamenti, i gesti, gli sguardi e i dialoghi a toccare delle corde profonde in chi si immerge nel film. Seguiamo infatti da vicinissimo i nostri personaggi, li studiamo, cerchiamo di comprenderli e impariamo ad amarli come Kore-eda stesso fa.

E così ridiamo alle battute dell’acutissima madre di Ryota, scuotiamo la testa quando quest’ultimo continua a giocare i pochi soldi che ha, sorridiamo quando il figlio si dimostra precocemente maturo di fronte ad un comportamento completamente immaturo del padre.

Kore-eda ci fa dono di un piccolo dramma famigliare mai però troppo sbilanciato, capace di far ridere (e molto) e comunque commuovere. Il film è stato presentato al Festival di Cannes, nella sezione Un certain régard ed uscirà nelle sale italiane il 25 maggio

 


CREDITS

copertina