Era il febbraio gelido,
grigio e sbiadito.
In un momento dimenticai le mie ossessioni di pefezione,
e d’istinto
fui devoto.
Erano giorni che pioveva disastro,
ma non cercavo il sole.
Non nella bellezza,
non nella gioia,
ma nel pianto del cielo
avevo deciso di rinascere.

Il macigno che sentivo sul mio corpo sparì,
un arcaico bisogno di preghiera mi prese l’animo,
gettai le ginocchia a terra e piansi,
ma composto,
solo lacrime discrete.

Epifanico mi manifestai al mondo senza paure,
mutante, multiforme,
in fine me stesso,
mi amavo.

 

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