Su agili tacchi,

ticchettio di pioggia sinuosa,

scattante, frettolosa,

la vedo.

La borsa al braccio,

a passi lesti,

con viso mesto.

Simulacro tenace,

di donna verace,

cosa nascondi,

cosa sei,

sepolcro audace.

 

Nella foschia della sera,

impettito, inamidato,

con l’ugola che piange,

la gola stretta in un cappio,

mortale cravatta,

lo vedo.

Come dimenticare?

Come simulare

di fronte a tanta agonia?

 

Non ti conosco più.

Chi sei?

Ti guardo e fingo,

sorrido, reprimo.

La voce muore.

A che giova il tuo amore?

In me tutto tace.

 

Lei mi guarda,

ma non mi vede.

Dove sei?

Speranze in fronte,

sogni sfumati,

questo vedo.

A che pensi?

Perché non ci sei?

Perché non mi parli?

I tuoi occhi muti.

credits

 

 

Questa è la poesia vincitrice del Workshop di scrittura poetica svoltosi nella nostra sede di Repubblica in data 2 aprile 2017.

L’autrice è Serena Barbuto, a cui facciamo i nostri complimenti.

Un particolare ringraziamento va ad Alessandro Zambruno, che ha fornito preziosi consigli a Serena.