• Siamo a fine anni ’90 quando esce il libro di Philip Roth, Pastorale americana. Per la precisione nel 1997.

 

 

La storia è cambiata, la letteratura anche.
Tutta la narrativa delinea in questo periodo il mutare delle cose, gli eventi che si susseguono e segnano una nuova epoca.
In questo libro si parla di un personaggio raccontandolo, ma soprattutto partorendolo: è la mente umana dello scrittore che gli dà vita.
Ad un ritrovo di ex-alunni Zuckerman incontra un vecchio amico, Jerry Levov, che gli racconta brevemente i tragici eventi della vita del proprio fratello, Seymour, che sarà “lo svedese”. Tutto il libro è incentrato sul racconto immaginario dello scrittore sulla vita di questo, basatosi su brevi ricordi di incontri avuti con lui, il racconto di Jerry e alcuni ritagli di giornale.

La vita del nostro protagonista, minuziosamente descritta, si basa sulla perfezione apparente; egli ha una bella famiglia, un gran lavoro e una stupenda casa immersa nella natura. In verità però Seymour ha un problema: si tratta della figlia, Merry, che inizialmente balbetta, e già questo crea confusione nel protagonista, ma che oltretutto diventerà ingestibile in futuro, con il corso degli eventi.

La Guerra del Vietnam e i disordini razziali dell’epoca verranno descritti grazie alla storia dei personaggi e vissuti tramite la loro pelle. La stessa Merry appunto, diverrà sempre più ribelle e politicizzata e finirà per far parte di un’organizzazione politica di estrema sinistra. La vita poi de “lo svedese” verrà distrutta completamente quando lo stesso arriverà ad uccidere una persona dandosi poi alla fuga.

Da qui il centro del romanzo, il tentativo (poi fallito) di riportare ordine e unione nella propria famiglia da parte del protagonista. Tutto ciò avverrà mentre sullo sfondo le udienze dello scandalo Watergate segnano la storia degli Stati Uniti.

Un romanzo intenso, che all’apparenza delinea un’ esistenza normale, mentre successivamente si rivela un recipiente colmo di nozioni di vita, esperienze. Specchio dei rapporti umani, familiari, riesce a smuovere l’animo del lettore senza che questo se ne accorga, per lo meno inizialmente. Una lettura consigliata per chi desidera immergersi nella storia, ma guardandola attraverso gli occhi di chi l’ha realmente vissuta sulla propria pelle.

 

FONTI:

testo: conoscenze personali

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