Dopo “Il discorso del re” e “Les Miserables“, Tom Hooper dirige “The danish girl“, adattamento cinematografico del romanzo “La danese” di David Ebershoff, scritto nel 2000. La vicenda è ispirata a una storia realmente accaduta: Einar Wegener (Eddie Redmayne) e Gerda Wegener (Alicia Vikander) sono una coppia affiatata di artisti e vivono in una Copenaghen degli anni ’20. Lui è un pittore di paesaggi già affermato, mentre lei cerca di farsi faticosamente strada attraverso la realizzazione di ritratti; un giorno, a causa del ritardo della modella, Gerda chiede a suo marito di indossare abiti femminili e posare temporaneamente per lei. Questo diventa un gioco per i coniugi, tanto che decidono di andare a un evento borghese insieme, ma con Einar nei panni di Lily, una ragazza. Quella sera, Einar si accorge che Lily non è la sua maschera, bensì la sua vera identità, rimasta nascosta dentro di lui fino a quel momento; per i due comincerà quindi un doloroso e complicato percorso alla scoperta di Lily, la ragazza danese, e di quanto essa voglia vivere così come sente di essere, senza più celarsi dietro il volto di Einar.

Voti dal web: 3,8 su 5 da Comingsoon.it, 3 su 5 da MyMovies.it e 7 su 10 da IMDb. Voti non bassi, ma nemmeno altissimi per “The danish girl”, quasi si voglia dare un giudizio positivo ma senza sbilanciarsi troppo. A cosa si deve ciò?

I punti a favore di “danish girl” sono: il filtro, i costumi, le inquadrature (campi lunghi alternati a primi piani, un’alternanza di prospettiva drastica, ma interessante, che contribuisce a conferire un effetto particolare alle immagini), la vicenda commovente, la bravura del cast. Si può chiaramente capire perchè Alicia Vikander sia stata candidata all’Oscar per la miglior attrice non protagonista: il suo è il ruolo più complesso, il personaggio più tormentato. Nulla togliendo all’abilità di Eddie Redmayne, è Alicia che si trova a dover interpretare una donna che vive un doppio dramma: quello dell’uomo che ama e il proprio, come donna, costretta ad accettare il cambiamento che piomba nella sua vita coniugale e a dover rinunciare al suo ruolo di moglie. Chi è, quindi, la vera “danish girl” da osservare e comprendere? Lily o Gerda? Probabilmente, entrambe. In una scena, Einar/Lily ringrazia commosso Gerda, riconoscendole il fatto di aver visto Lily prima ancora che Lily stessa si rendesse conto di esistere in Einar e che Einar stesso potesse realizzarlo. Gerda dunque si dimostra in questo senso un’artista più acuta del marito: ha visto l’oggetto dei suoi ritratti ancora prima di pensare di dipingerli, prima che avessero successo. Questo è l’aspetto originale e profondamente interessante del film: nulla è ovvio, tutti vivono la propria tragedia e non tutti vedono.

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I punti a sfavore: questo film esce esattamente in tempi di polemica sul riconoscimento legale delle coppie omosessuali e del loro diritto o meno di adottare figli, cosa che non può non essere considerata come una dichiarazione di parzialità sull’argomento. Ci si concentra molto sul percorso personale di Einar/Lily, che vive il dramma di sentirsi totalmente a disagio nel suo corpo maschile e che sceglie di essere uno dei primi a voler cambiare sesso; ma che ne è di chi gli sta intorno? Si è già detto che il personaggio che soffre di più è Gerda; c’è tuttavia il rischio che la sua situazione venga trascurata e passi in secondo piano rispetto a quella del personaggio protagonista, a causa la tendenza attuale al voler far risaltare le figure omosessuali per ispirare nello spettatore prese di posizioni sulla polemica. Sarebbe stato più politicamente corretto considerare il ruolo della Vikander come un ruolo protagonista, ma forse questo fa proprio parte delle intenzioni di voler piacere ai più: mettere in evidenza solo il transgender, il punto della polemica.

Tentativi sottili di manipolazione a parte, è un film che va visto proprio per poter riflettere a pieno su un argomento tanto discusso nella nostra quotidianità: chi sono gli omosessuali? Chi sono i transgender? Ma soprattutto, chi sono le persone a loro vicine? Chi è la ragazza danese?