Titolo originale “Unsere Mütter, unsere Väter” (Le nostre madri, i nostri padri), Generation War è una miniserie televisiva tedesca in tre puntate che racconta le terribili esperienze vissute da cinque amici berlinesi nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Cosa più importante, non si tratta di una pellicola puramente di guerra ispirata liberamente, ma è una biografia dettagliata del gruppo che rappresenta.
La trama si snoda attraverso cinque protagonisti: Wilhelm Winter e suo fratello Friedhelm, soldati della Wehrmacht, partono alla volta della Russia. Charlotte, infermiera da campo, lavora nell’ospedale del fronte. Viktor Goldstein, sarto di religione ebraica, si ritrova suo malgrado a fuggire dalla Gestapo e dalle leggi razziali naziste. Greta, la sua fidanzata, è destinata a diventare una star, la nuova Marléne Dietrich.

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Wilhelm e Friedhelm prima di partire per il fronte.

La guerra, con i suoi drammatici risvolti, è una co-protagonista onnipresente per tutta la durata della storia: disperazione, violenza, imbarbarimento e nostalgia sono componenti che rimangono fissate alla psicologia che i personaggi vanno ad affrontare tra il ’41 e il ’45, incrociandosi spesso tra loro, ma andando inesorabilmente contro ad un baratro immenso che ha inghiottito non solo i soldati, ma l’intero popolo tedesco dopo il 1944.

Notevole l’accuratezza con cui gli elementi scenici sono stati resi, ma trattandosi di una serie tedesca sul popolo tedesco non c’è da rimanerne sorpresi. Unica pecca il doppiaggio italiano, a volte insufficiente per sottolineare la drammaticità di un momento. Consigliata quindi la visione in lingua con i sottotitoli in italiano o in inglese.
Attori del calibro di Tom Schilling (Friedhelm) e Volker Bruch (Wilhelm e voce narrante), sanno incarnarsi perfettamente nel loro personaggio e ostentano una recitazione impeccabile per tutta la durata della serie.

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Friedhelm WInter (Tom Schilling)

Forse l’elemento che mi ha colpito maggiormente è stato scoprire che questa storia è parte dell’autobiografia dello stesso Wilhelm Winter (ultimo rimasto del gruppo e deceduto in Germania nel 2009), che ha voluto raccontare senza mezzi termini ciò a cui sono stati mandati quasi inconsapevolmente lui e suo fratello, lontani dal partito nazionalsocialista in quanto militari di leva. La tragedia delle stragi, dei soprusi e della violenza hanno gettato una nota rossa indelebile non solo sui partiti politici, ma anche sull’esercito tedesco, che si è ritrovato punito per colpe altrui. Lo stesso è valso per i due amici di Wilhelm, Viktor e Greta, rimasti vittime di un paese allo sbando per oltre quattro anni.

Generation War è una storia drammatica e commovente. Non ci sono altri termini per descrivere un’esperienza dettagliata come questa, che non si pone limite alcuno nel mostrare le atrocità e la corruzione che hanno annientato un’intera generazione di ragazzi tedeschi, che oggi vengono semplicemente ricordati come “Le nostre madri, i nostri padri”.

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da sinistra a destra: Viktor, Greta, Wilhelm, Charlotte, Friedhelm