Il 9 febbraio 1916, in piena Guerra Bianca, arriva presso la stazione ferroviaria di Edolo, comune italiano nella provincia di Brescia, il vecchio cannone 149G in ghisa, reduce dalla campagna di Libia. L’ardua impresa prevede il trasporto del cannone a 2363m di altitudine, al passo del Venerocolo, una delle cime più elevate del gruppo dell’Adamello.

imageAll’inizio della Grande Guerra nessuno avrebbe mai pensato che gli scontri si sarebbero potuti spingere fino a luoghi così impervi, ma alcuni mesi dopo l’inizio delle ostilità, il fronte si sposta per motivi strategici verso l’Adamello, il Passo del Tonale e il gruppo dell’Ortes Cevedale.

Il cannone viene soprannominato fin da subito l’Ippopotamo a causa delle sue dimensioni imponenti e il giorno stesso del suo arrivo a Edolo viene trainato da cavalli fino alla Malga Caldea. Da questo punto in poi il sentiero non è più carrozzabile e il cannone viene smontato per essere trasportato con le slitte. La fatica è immane, ma gli alpini e gli artiglieri impegnati nell’impresa non si danno per vinti nemmeno quando le condizioni meteo si fanno più avverse e la neve rallenta la loro scalata. Il pericolo di valanghe è alto, più volte l’Ippopotamo viene sepolto dalla neve ma finalmente, nel mese di aprile, il tempo migliora e il traino può proseguire.

Gli uomini sono stanchi nel fisico e nel morale, l’impresa sembra stia imageper fallire, ma in uno dei tratti più difficili soprannominato il calvario, un ufficiale ha un’intuizione folgorante: spostare la slitta che trasporta i generi di conforto come vino, grappa e anice davanti alla slitta del cannone, così da motivare le truppe. A incoraggiare ulteriormente i soldati è anche la vista dei feriti tornano a valle: è necessario che il cannone arrivi al più presto in vetta. Il 17 aprile il cannone raggiunge i 2535m di altezza e dieci giorni dopo arriva al passo Venerocolo a 3236m. L’Ippopotamo ha finalmente raggiunto la meta predestinata e il 29 aprile spara la sua prima granata contro il nemico.

Per un anno intero il cannone non viene spostato finché, nella notte del 6 giugno 1917, duecento tra alpini e artiglieri tentano un’impresa ancora più straordinaria: l’Ippopotamo viene trascinato oltre il passo della Tredicesima e lungo tutta la vedretta del Mandrone, fino alla selletta di Cresta Croce a 3313m di altitudine dove si trova tutt’ora.

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