Tutti sappiamo che l’italiano si è evoluto dal latino e il linguisti hanno posto un confine nel 960, quando fu redatto il Placito Capuano, dove il latino ha lasciato il posto alla prima testimonianza di italiano.

Intero
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Il Placito Capuano è il resoconto di un processo per stabilire la proprietà di un terreno vicino al monastero benedettino di Capua. È totalmente scritto in latino, tranne le quattro testimonianze di contadini: formule ripetitive, probabilmente suggerite ai testimoni, ma in una lingua diversa dal resto del testo. La prima recita “Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti” ossia “So che quelle terre, delimitate da quei confini, da trent’anni sono possedute dai monaci benedettini”.
Oltre a essere una ricca fonte per lo studio linguistico del passaggio da latino ad italiano, ciò che rende questo documento tanto importante è la presenza parallela di due lingue, riconosciute come diverse dal giudice e trascritte così per essere fedele alla testimonianza.

Latino scritto e parlato non differivano molto in origine –come in tutte le lingue- ma intorno al I secolo a.C., il latino si cristallizzò in seguito alla scelta degli scrittori di elevare il proprio linguaggio scrivendo come gli antenati. Così la lingua latina scritta subì variazioni molto più lente della lingua parlata quotidianamente, chiamata oggi dai linguisti latino volgare. La percezione, però, non era di due lingue differenti, bensì di una medesima lingua, scritta semplicemente in modo più elegante o formalmente più corretto –tutt’oggi noi non scriviamo letteralmente la lingua parlata, ma applichiamo dei filtri e delle regole lessicali e formali-. La differenza era paragonabile ad alcune pronunce non convenzionali che troviamo in certe regioni d’Italia: davanti ad un suono aspirato toscano, viene trascritta la lettera corrispondente in italiano e non una lettera diversa.

Il Placito Capuano è il primo documento in cui è testimoniata la percezione che queste due lingue fossero divenute ormai diverse –come se venisse usata una nuova lettera per il suono aspirato toscano-.
In Europa è avvenuto per la prima volta nel Giuramento di Strasburgo dell’842, dove Ludovico il Germanico giurò in romana lingua –francese- e Carlo il Calvo in teudisca lingua –tedesco-, così che i generali dell’altro comprendessero il giuramento.

Strasburgo
Giuramento di Strasburgo http://www.studiarapido.it

In tutti questi casi capiamo che le lingue non erano più sfumature del latino, ma lingue diverse e difficili da capire senza traduzione.

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