Nonostante il caso su Ebola si sia concluso positivamente, la guerra contro le malattie infettive è ancora in corso: il virus Zika è il nuovo nemico dell’umanità e, in particolar modo, delle donne in stato di gravidanza. Ma quali sono i sintomi? E come si previene?

Zika è un agente patogeno di origine tropicale la cui diffusione è per lo più dovuta alle punture delle zanzare aedes, ovvero le cosiddette zanzare tigri. Infatti, appartiene alla famiglia degli Arbovirus – i virus che vengono trasmessi all’uomo tramite la puntura di artropodi.

La situazione in Sud America sta diventando drammatica. In Brasile, principalmente, i contagiati sono molti, ma anche altri stati dell’America Latina, quali Colombia, Messico, Paraguay e tanti altri, versano in gravi condizioni.

Ma in cosa consiste, effettivamente, il pericolo? La ragione dell’allarmismo riguarda i sintomi di Zika in sé e per sé, che né sono particolarmente gravi né si discostano da quelli di altri Arbovirus, quali il virus Dengue e il virus Chikungunya.

Quali sono i sintomi del virus Zika?

Principalmente i sintomi di questo nuovo virus sono quelli comuni alla febbre gialla o agli altri Arbovirus che sono citati sopra. Zika infatti si manifesta nella forma di febbre bassa, eruzioni cutanee su tutto il corpo, dolori articolari e congiuntivite. Solitamente i sintomi si manifestano dai 3 ai 12 giorni seguenti la puntura di zanzara, e possono durare dai 3 ai 7 giorni. È importante sottolineare che, a differenza di Ebola, Zika non richiede necessariamente il ricovero dopo averla contratta, e, soprattutto, non ha diretta relazione con la morte del malato. Per altre curiosità in merito, ecco un elenco di 12 cose da sapere su questo virus.

È possibile curarsi?

Come per le malattie comuni – si pensi, ad esempio, all’influenza – la risposta è No. Non esiste infatti una cura diretta contro queste malattie virali, ma si attende solamente che sia l’organismo a reagire alla malattia. L’unica soluzione in questi casi è alleviare i dolori provocati dai sintomi. Inoltre, ad oggi non è ancora presente un vaccino in grado di contrastare il virus. A tal riguardo, si parla in questi giorni di una casa farmaceutica (Sanofi Pasteur) che ha annunciato l’avvio di un programma mirato a trovare un vaccino in grado di eliminare Zika, ed evitare l’espansione del contagio.

Come si può prevenire?

Non essendoci cure dirette o vaccini ancora in circolazione, l’unica soluzione è ridurre le possibilità di contagio controllando e monitorando le popolazioni di zanzare. Inoltre, si consiglia a chi si trova o vive nelle zone maggiormente contagiate di usare repellenti, indossare vestiti che coprano tutte le parti del corpo, usare zanzariere, dormire sotto reti insetticide e svuotare i vasi per i fiori – luoghi, quest’ultimi, in cui le zanzare si annidano e crescono.

Microcefalia

Al di là della facilità e della velocità con cui avviene il contagio, quello che preoccupa maggiormente le organizzazioni sanitarie è il legame tra il virus Zika e la microcefalia. Questa è una malformazione neurologica del cranio che si presenta nei neonati, i quali nascono con una circonferenza del cranio ben al di sotto della media. I dati che arrivano dal Ministero della Sanità del Brasile affermano che, su più di un milione di contagiati, ci sono almeno quattro mila casi di microcefalia collegati ai parti di donne affette dal virus.

Microcephaly-comparison-500pxI dati sono, ovviamente, molto preoccupanti, per questo motivo il Governo brasiliano ha consigliato alle donne di evitare gravidanze fino a luglio; così anche i Governi di El Salvador e della Colombia, i quali hanno esteso analoghe avvertenze addirittura per un periodo di due anni. Inoltre anche i Paesi occidentali, preoccupati dallo sviluppo del virus, stanno consigliando ai propri cittadini di evitare viaggi in Sud America, con particolare attenzione alle donne in stato di gravidanza.

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