Il culto della Wicca: la stregoneria ai nostri giorni

La stregoneria è un qualcosa di antico. Dalla Bibbia all’Odissea, dalle Argonautiche a Shakespeare vediamo tramandata questa tradizione, costellata di filtri malefici e riti oscuri, che corre parallela alle religioni tradizionali. Queste pratiche pagane e misteriose sopravvivono ancora oggi, sebbene in vesti molto diverse da quella originaria. Una di queste forme è la Wicca.

La rinascita della stregoneria si può far risalire al novecento, quando si diffonde un notevole interesse verso l’occultismo, in cui si mischiano tendenze hippie e femminismo: il ruolo delle donne è infatti messo in risalto e si introducono elementi di magia sessuale.

La Wicca non si ricollega direttamente alle pratiche di stregoneria dell’antichità, ma prende le mosse da alcuni autori del novecento quali Leland e Murray, entrambi autori di opere molto suggestive sulla stregoneria tradizionale, ma dubbiose per quanto riguarda la loro attendibilità. A esse si rifanno i protagonisti della ripresa della stregoneria in età moderna: Gerald B. Gardner, Doreen Valiente, Alex Sanders.

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La mancanza di una solita base tradizionale a cui riagganciarsi, non sembra turbare le wiccan, che vivono dando valore al presente e al futuro, invece del passato. Le congreghe della Wicca partono infatti da Gardner, Murray, Leland e gli altri, ma introducono nuovi elementi presi dalle più diverse tradizioni (sciamanica, druidica, popolare).

Le wiccan credono in generale in una Dea, equilibrata dalla sua controparte maschile, il Dio dalle corna, solitamente considerato però solo un aspetto della Dea più che un’entità in sé.

Nel 1974 nell’American Witches Council fu redatto un documento che elencava i punti fondamentali della fede Wiccan. In essi, viene enfatizzato il rispetto per la natura e la cultura ambientalista, e viene inoltre riconosciuta l’esistenza di un potere superiore a quello normalmente percepito, latente in ognuno, il quale è composto da una polarità maschile e femminile: questi due elementi non sono superiori l’uno all’altro, ma complementari. L’affermazione e la realizzazione della vita è ciò che dà significato all’universo: la sessualità è gioia e fonte dell’energia usata nella pratica magica e religiosa. Una strega è tale non perché così si definisce o per eredità, o per titolo: le streghe cercano di controllare le forze interiori per vivere bene e con saggezza, senza fare del male agli altri, in armonia con la natura.

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L’unica critica nei confronti delle altre religioni è che esse affermano di essere l’unica via, negando la libertà alle altre e reprimendo le loro pratiche religiose. Le wiccan non accettano il concetto di male assoluto e ribadiscono di non adorare il “Demonio” cristiano.

Un altro principio della Wicca è esposto nel Rede, un carme magico che descrive le regole rituali e accenna ai rapporti interpersonali: “Vivi e lascia vivere, onesto nel prendere e giusto nel dare […] se male non fai, fai quello che vuoi”. Una libertà quindi che pone il suo limite nella libertà altrui.

La stregoneria è stata sempre ostacolata e perseguitata, e la Wicca non fa eccezione, eppure negli ultimi anni ha avuto un grande seguito e un’espansione crescente, e i suoi adepti hanno lottato strenuamente per i propri diritti. Sembra che i loro sforzi siano stati premiati: oggi la Wicca è riuscita a ritagliarsi il suo posto nel pantheon delle fedi religiose, essendo entrata a far parte delle religioni ufficialmente riconosciute degli Stati Uniti.

 

FONTI:

-Giordano Berti, Storia della stregoneria.

www.ilfattoquotidiano.it

Images: copertina

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